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Chissà perché Zio Silvio, di punto in bianco, si è negato al confronto tv che Bersani aveva proposto con tutti i leader dei diversi schieramenti, motivando con una spiegazione – che puzza di scusa da lontano un miglio – che parla di fumosi regolamenti delle commissioni di vigilanza.

Da un confronto a tutto campo, con tutti i candidati, anche quelli di schieramenti “minori” – com’è accaduto con le primarie del Pd – tutti avrebbero da guadagnare. Potremmo scegliere tra tutte le offerte politiche.

Gli elettori che amano le idee più forti e radicali, che per alcuni sono utopia, per altri demagogia, potrebbero ascoltare le tirate di Grillo o i discorsi di Ingroia. I liberali e liberisti potrebbero sollazzarsi con Giannino. I moderati di destra potrebbero sentire l’ex tecnico Monti, quelli di sinistra le timide lenzuolate di Bersani.

A quelli, non pochi a giudicare dai sondaggi che sognano di vedere (pardon, di rivedere) l’Italia allo sfascio e derisa nel mondo, resterebbe la gioia di poter ascoltare Berlusconi.

Chissà perché Zio Silvio vuole privarli di questa gioia.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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Ogni volta che mi accosto al Mov5stelle e al suo “capo politico” (cit.) con un minimo di benevolenza, quasi con simpatia, disgustato dalla cattiva politica che ormai mi porta ad accumunare in un unico fascio tutti i politici sulla scenza negli ultimi vent’anni, ci pensa Beppe Grillo a farmi cambiare idea.

Eh sì. Perché Beppe Grillo – uno che è diventato Beppe Grillo mangiando pane e tv – che attacca il potere “mefistofelico” della televisione è come immaginare Berlusconi che diffida del trapianto di capelli, Bersani che demonizza le case del popolo, Di Pietro che insegna italiano. Ma come mai?

Mi spiegano che CasalGrillo è un fine conoscitore della tv e della comunicazione di massa; sa che in questo momento è meglio non far sapere al “popolo grosso” che frequenta i talk show chi anima il suo “movimento. Meglio tenersi “fuori” dal campo, e non far sapere chi sono, come parlano, cosa dicono e cosa pensano i suoi futuri eletti. Cullare la “ggente” nella speranza che “loro” siano diversi.

Mi viene un dubbio: ma CasalGrillo non si fida dei suoi? Forse teme che, grattata la facciata, gli italiani scoprano che dietro CasalGrillo ci sia gente non tanto diversa, un gruppo di furbetti in cerca di gloria o un manipolo di dilettanti allo sbaraglio?

Peccato. Perché a me gli “inesperienti” (come si è definita una neoletta grillina siciliana) invece piacciono: mi piacerebbe che parlassero, si esponessero, dicessero quello che pensano. Forse mi convincono, forse no. Qualcuno la chiama – pensa un po’ – democrazia.

Un dubbio (un altro) m’arrovella: come mai chi dice di volere addirittura la democrazia dal basso detta le regole dall’alto come il peggiore dei dittatori (pardon, capo politico), impedendo addirittura a chiunque dei suoi di “comunicare” ai cittadini con il mezzo di comunicazione più diretto e diffuso? Quello che, per inciso, lo ha fatto diventare popolare sul serio, altro che rete e web!

Un dubbio, il terzo: non vorrei che dietro urla e slogan ci sia il niente. Se questa fosse l’amara realtà, quando l’Italia la scoprirà non resterà che affidarsi ad un vero e stutturato “uomo della provvidenza”.

L’abbiamo fatto nel 1922; chiedere ai nostri nonni com’è finita.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

Ora di cena. Il telegiornale. Prima notizia: Danni, catastrofi e distruzioni dell’uragano Irene. Seconda notizia: Bossi e Berlusconi in piena depressione da manovra. Terza notizia: l’economia va sempre più giù e la disoccupazione che va sempre più su. Quarta notizia: l’effetto serra minaccia la sopravvivenza del Pianeta. Stop al Tg, arrivano i mini spot.

Primo spot: fatti coccolare dalle nostre favolose crociere, perche tu vali. Secondo spot: non cambiare mai il tuo detersivo che lava più bianco che più bianco non si può. Terzo Spot: pochi sanno che per il tuo adorato micio castrato serve un cibo preparato apposta per il suo speciale miao. Quarto spot: per chi ama il gusto d’arancia ma è sensibile alla sua acidità arriva il succo BA, a bassa acidità. Fine dei minispot, ripartono le notizie.

Uno strano senso di angoscia alla bocca dello stomaco. Forse è la sensazione che provarono i passeggeri del Titanic ascoltando l’orchestrina suonare. O forse è il retrogusto amaro di quello “strano godimento a sentirsi inutili” che avvolge nel suo caldo abbraccio l’uomo moderno.

Chissà quale dei due è il destino peggiore.

Pubblicato su Giornalettismo

Il direttorissimodel Tg1 Augusto Minzolini, quello che ha brillantemente portato il telegiornale più seguito d’Italia oltre vette che neppure Emilio Fede avrebbe osato scalare, continua a stupire con effetti speciali. Dando corso a voci che si sentivano da un po’, ha deciso – subito dopo la vittoria del PdL alle regionali (una semplice coincidenza) – di rimuovere dalla conduzione tre volti noti: Tiziana Ferrario (edizione delle 20), Paolo Di Giannantonio (13,30) e Piero Damosso (mattino). Sempre per una curiosa coincidenza, sono 3 di quelli che non hanno firmato la famosa lettera di sostegno al direttorissmo, quando esplose lo scandalo delle intercettazioni. Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten, consiglieri di minoranza, parlano di epurazione e chiedono un intervento del presidente della Rai Paolo Garimberti. Anche il MInzolini Fede Minzolini, direttorissimo che epura benissimocomitato di redazione del Tg1 definisce la decisione di Minzolini come “un precedente molto grave“, un provvedimento che “sembra confermare la volontà del direttore di penalizzare i colleghi che non si sono schierati al suo fianco nella raccolta di firme sul caso Mills“. Certo, l’avvicendamento alla conduzione rientra tra i normali esercizi del potere del direttore, ma “cambi così massicci nella proposizione del principale telegiornale del servizio pubblico e che riguardano tre colleghi autorevoli che, guarda caso, appena poche settimane fa non firmarono un documento di sostegno al direttore  suscitano più di un dubbio” dice Franco Siddi, segretario Fnsi, il sindacato dei giornalisti.

Alle critiche risponde il direttorissimo Minzolini stesso: nessuna epurazione, “sono stati assunti diciotto precari, e per dare un segnale di cambiamento al Tg1 bisogna mostrare volti nuovi.” Il nesso sfugge, ma non importa. Il cambiamento è sempre importante. E infatti eccolo il cambiamento, ecco i volti nuovi: Francesco Giorgino (ore 20), fratello di Nicola, neosindaco del Pdl nel comune di Andria, e – ma che coincidenza – avvocato del direttorissimo Minzolini. Quello che era con lui mentre era al telefono a Trani e – secondo le indagini – dicono stesse rivelando il contenuto del suo interrogatorio. Francesco Giorgino, che fu rimosso dalla conduzione del Tg1 dal direttore Cleemnte Mimum, che non aveva gradito certe sue affermazioni ai tempi del panino, dei servizi con gli applausi taroccati: ha imparato la lezione, si vede. E poi, ecco altri due volti nuovi: Laura Chimenti al Tg1 delle 13,30 e Francesca Grimaldi alle edizioni del mattino. Tutte e due anche questa una semplice coincidenza, dichiaratamente di centro destra. Perché condurre il Tg1 non è cosa che si può lasciar fare ai “comunisti”.

Un Tg1 che anche ieri sera era in splendida forma. 12 secondi e un cartello veloce per raccontare che i dati Istat dicono che in Italia la disoccupazione resta molto alta, e che è cresciuta enormemente quella dei giovani tra 15 e 24 anni, pari al 28%, molto al di sopra di quella europea. Ma c’erano dei validi motivi. In scaletta, 4 servizi fondamentali, di 2 minuti ciascuno: sulla rinascita di Via Montenapoleone, il salotto di Milano, con ben tre interviste a passanti e commercianti della zona; i francesi che impazziscono per la pizza, ne mangiano ben 10 kg a testa all’anno, il doppio di noi italiani, con servizio del corrispondente da Parigi; l’importanza di lavarsi bene le mani, con commento di due medici dell’igiene; e infine, last but not least, la rimozione della statua di Manuela Arcuri sul lungomare di Porto Cesareo in provincia di Lecce, dopo 8 anni di polemiche delle mogli dei pescatori, con tanto di intervista all’Arcuri, affranta. Purtroppo, per una pura coincidenza, erano in scaletta da tempo. E non avanzava tempo per parlare di sciocchezze come la disoccupazione. Questa si che si chiama informazione, ragazzi!

L’articolo è stato originariamente pubblicato su Giornalettismo

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L’Italia ha una vera emergenza da affrontare. Non è la crisi economica: quella, come ricorda giustamente il nostro premier, non esiste, è un’invenzione dei giornali, tutti schierati contro di lui. E non è neppure il terremoto in Abruzzo. Quello è già stato risolto, un vero miracolo, come ricorda giustamente il nostro premier. La vera emergenza nazionale è la Rai. Nonostante la stoica opera del suo Presidente, del suo Consiglio di Amministrazione (nominati dal presidente del Consiglio) del Direttore generale (nominato da Berlusconi) dei direttori di Rai uno e Rai due (nominati dal Proprietario di Mediaset), dell’eroico Augusto Minzolini (nominato dal Presidente del Milan) e dei baldi giovanotti del Tg1, e dell’eroe degli eroi, Bruno Vespa (nominato dall’ex marito di Veronica Lario), la Rai trama contro il destino della nazione, del governo e del presidente del consiglio).

 

Pietra dello scandalo, Michele Santoro, che nella sua trasmissione Annozero ha osato fare ciò che nessuno aveva mai osato fare in tv da quando l’ordine berlusconiano è stato ristabilito: dare le notizie senza nascondere ciò che tutto il mondo legge tutti i giorni. E intervistare la protagonista di uno scandalo che vede coinvolto il fratello dell’editore del Giornale, la signora D’addario.

 

Uno scandalo intollerabile: il governo guidato dal papà di Marina Berlusconi ha giustamente chiesto l’apertura di un’istruttoria per valutare se richiedere l’intervento dell’Autorità garante nelle Comunicazioni per l’applicazione delle sanzioni. Ma perché sta accadendo tutto questo? Lo ha spiegato l’uomo più intelligente del mondo, la prova vivente dell’esistenza del dio dei creti, l’antico popolo che abitava la nota isola. Fabrizio Cicchitto. Il capogruppo Pdl alla Camera, in una lettera, ha chiesto l’intervento del CdA Rai: Il presidente, il direttore generale, i membri del consiglio di amministrazione (quelli nominati dal presidente del Consiglio, da Berlusconi e dal presidente del Milan) sono di fronte a un problema a cui hanno dato  risposte largamente insoddisfacenti. Ci sono trasmissioni faziose in Rai, una serie di talk show e di cosiddetta satira politica che fannno capire che la rai è di sinistra. Trasmissioni come Ballarò, Parla con me, Annozero, Report, Che tempo che fa, In 1/2h. E pure quella maledetta L’Infedele, che va in onda su La7, ma solo per scherzo, perché è anch’essa una trasmissione della Rai.

 

Basta con questa occupazione della sinistra sulla Rai! Cacciate il Presidente, il Consiglio di Amministrazione, i Direttori di rete, quelli di telegiornale, tutta gente che la sinistra ha messo in quei posti e che occupa la Rai. Mettete al loro posto Topo Gigio, Emilio Fede e Il Gabibbo! E fate Fabrizio Cicchitto presidente della Rai.

 

Così, finalmente, l’Italia sarà davvero all’ anno zero. O meglio, al 1922. il 28 di ottobre, per l’esattezza.

Buon tutto!

Anche gli ultimi ostacoli sulla strada del Governo più bello che ci sia stanno per essere spazzati via. Dopo aver confinato nell’ombra Walter Veltroni, che gli aveva fatto una durissima opposizione, Silvio Berlusconi ha visto cadere una degli ultimi contrattempi  nel suo trionfale cammino verso l’impero. Il Consiglio di Stato ha infatti respinto il ricorso in appello di Europa 7 contro la sentenza del Tar del Lazio, che aveva già dichiarato inammissibile e irricevibile il ricorso di quella emittente volto all’annullamento dell’autorizzazione alla radiodiffusione tv di Rete 4. Secondo il Presidente di Mediaset la battaglia parlamentare tuttora aperta sulla questione diviene quindi un’inutile contesa. Infatti, Fedele Confalonieri ha detto che Rete 4 va avanti a  tutta, anche perché in fondo Berlusconi è proprietario solo di un terzo di Mediaset che per due terzi è dei fondi di investimento. Il buon Fedele ha ragione. Lo sanno tutti che Mediaset non è di Berlusconi, ma dei suoi figli e dello spirito santo. Mentre stappavano lo champagne, Confalonieri e Berlusconi hanno però scoperto che il Consiglio di Stato ha anche  richiamato una sentenza della Corte europea di giustizia del 31 gennaio 2008, che dichiarava illegittime le norme italiane sulle frequenze e riconosceva a Europa 7 il suo diritto ad avere le frequenze per trasmettere: Europa 7 può trasmettere, Rete 4 (forse) no. Ma i giudici del Consiglio di Stato sono dei buontemponi, e hanno una gran voglia di scherzare. Così, hanno detto che non possono essere loro ad imporre al Governo la distribuzione corretta delle frequenze: a doversi pronunciare sull’assegnazione delle frequenze tra Rete 4 ed Europa 7 deve essere il Governo, cioè Silvio Berlusconi. A questa notizia tutti gli allevamenti di polli italiani sono stati sommersi dalle risate. Perchè chiunque conosce Silvio Berlusconi, la sua imparzialità, il suo senso dello Stato, sa che deciderà per il meglio. E infatti sta già studiando il nuovo palinsesto, pardon, i nuovi assetti istituzionalie i relativi provvedimenti. Il Consiglio dei ministri si svolgerà negli studi di Media shopping, il Quirinale verrà spostato direttamente negli studi del TG4, con Emilio Fede che intervisterà ogni sera il presidente Napolitano che parlerà compiaciuto del nuovo clima di collaborazione che si respira e benedice la destra e la manca (la sinistra). Negli studi di Stranamore, si svolgeranno le riunioni del Consiglio Superiore della Magistratura, e si varerà un nuovo ordinamento giudiziario finalmente semplificato, una sola legge con 2 articoli: Art.1 Berlusconi ha sempre ragione, Art.2 Qualora accada che Berlusconi non ha ragione, vale l’Art.1. Il Ministero dell’Economia si sposterà in Quella Casa nella prateria, proprio sotto i 3 monti e si farà il Federalismo fiscale, con ricchi premi e cotillons mentre Bossi e Calderoli suonano musiche celtiche davanti alla sorgente del Po. All’interno della serie Walker Texas Rangers verranno decise le nuove norme per la sicurezza nazionale, con Chuck Norris che coordinerà i 3 responsabili territoriali, Bobo Maroni per il Nord, il Cardinale Ruini per il centro e Bernardo Provenzano per il sud. E, a tempo perso, si penserà anche a riformare l’assetto radio televisivo: finalmente, non ci sarà più conflitto, ma solo interessi. E per i pochi avversari rimasti, quelli davvero ostinati ed irriducibili, saranno previsti corsi di rieducazione a cura di Davide Mengacci e Cesare Cadeo. Le riunioni del Parlamento saranno sostituite dagli incontri di Wrestling, dove tutti fanno finta di darsele di santa ragione e poi vanno insieme a mangiare da “Er Patata”. E in questo dolce clima dittatoriale l’Italia sarà finalmente pacificata, tranquilla, e potrà addormentarsi serena ogni sera, davanti a un magnifico TV color al plasma. Tutto questo, e molto altro, lo vedrete prossimamente su questi schermi. Naturalmente su Rete 4!
Buon tutto!

E’ proprio vero che le disgrazie non vengono mai da sole. Non ci siamo ancora ripresi da una terribile notizia, che già ne arriva un’altra. No, non preoccupatevi, non stiamo parlando per l’ennesima volta della batosta elettorale della sinistra. Ma di qualcosa di molto molto più importante. La conclusione di Amici, una notizia che ci ha gettato nello sconforto più totale. Non siamo riusciti a mangiare per giorni e giorni, e non è servita a consolarci la magnifica festa di Piazza del popolo, dove abbiamo potuto rivedere, purtroppo per l’ultima volta, i nostri eroi della squadra blu e della squadra bianca. Come resistere alle splendide esibizioni dei protagonisti della fortunata trasmissione: le riflessioni filosofiche di Platinette, le analisi raffinate della De Filippi, le terribili angosce per i grandi problemi dell’umanità che affliggevano i concorrenti? Ed ecco che, apunto, una nuova tegola ci cade sulla testa. Mandandoci definitivamente al tappeto. Il colpo di grazia: anche il Grande Fratello chiude i battenti. Come riusciremo ad andare avanti adesso? Di cosa parleremo la sera, mentre sul telegiornale passano le tranquillizzanti immagini di guerra e le dichiarazioni di politici di bassa Lega? Come potremo restare senza le interessanti discussioni della casa, i colpi di scena davanti al gabinetto, le strepitose performance amatorie di Tizio o di Caia? E chi sostituirà gli appassionanti dibattiti quotidiani nel salotto della Casa, conferme dell’indissolubile legame esistente tra l’uomo e le scimmie? Quanto saranno lunghe le azzurre giornate della primavera e dell’estate, che trascorreremo nella trepidante attesa della prossima stagione televisiva, delle prossime edizioni di questi due splendidi esempi di Tv intelligente? E riusciranno, i responsabili di queste trasmissioni, a trovare personaggi dello stesso spessore intellettuale, della stessa elegante raffinatezza, magnifici esemplari dell’Italia di cielo di sole e di mare che ci rende così orgogliosi di essere italiani? Mentre aspettiamo, tormentandoci tra queste domande, e nel frattempo facciamo la fila per pagare le bollette; e mentre trepidiamo per il destino che attende i protagonisti di questa edizione dei bellissimi programmi, destinati sicuramente – come i loro predecessori – a brillantissime carriere nel mondo dello spettacolo, della politica, della società, e nel frattempo ci sbattiamo nei nostri lavori ed occupazioni, ci restano pochi motivi di consolazione. Ad esempio, fino alle nuove edizioni di queste trasmissioni, potremo intrattenerci con le dichiarazioni di Borghezio, con la nomina di un indiscusso genio come Roberto Calderoli a vice presidente del Consiglio, con le giocose esternazioni di Alessandra Mussolini. E soprattutto, almeno fino all’estate, Porta a porta, la casa di Bruno Vespa, resiste. Ecco l’ultimo eroico baluardo della Tv intelligente. Spossiamo restare tranquilli: lui e Emilio Fede, per un bel pezzo non ce li leva nessuno di torno. E allora, mentre aspettiamo con il cuore gonfio di dolore l’ultima puntata di stasera, lasciamoci con un po’ di ottimismo: al pensiero di Calderoli e La Russa da vespa tutte le sere, non siete anche voi un po’ meno tristi?
Buon tutto!

Uno spettro si aggira per l’Europa.Le libertà fondamentali che ci siamo faticosamente conquistati potrebbero essere cancellate. I cosacchi potrebbero entrare in San Pietro, i lanzichenecchi potrebbero arrivare alle porte di Milano, i Borboni tornerebbero a Napoli. La colpa di tutto questo? Di quei bolscevichi dell’ Unione. No, non i comunisti come Prodi, Rutelli e Padoa Schioppa (volevamo scrivere anche il nome di D’Alema, ma ci ha fatto sapere che ci avrebbe querelato per l’offesa e abbiamo preferito rinunciare…). Quelli di Bruxelles L’Unione Europea. La Commissione europea ha infatti proposto l’apertura di una “procedura di infrazione” contro la legge sull’assetto televisivo dell’Italia, quella scritta dall’ex ministro Gasparri, sotto l’amorevole e disinteressata dettatura di Silvio Berlusconi. Secondo quei dannati comunisti dell’Unione (europea) la nostra legge non rispetterebbe la direttiva “Tv senza frontiere”. Gli spot pubblicitari sono troppo frequenti: più di 12 minuti in un ora di trasmissione, con intervalli di meno di 20 minuti tra un blocco pubblicitario e l’altro. E poi, dicono a Bruxelles, contrariamente a quanto prevede la norma europea, non vengono considerati come pubblicità quei simpatici siparietti delle televendite e le autopromozioni dei propri programmi. Insomma, facendo due calcoli, in Italia circa 25 minuti in un ora di trasmissione sono occupati dalla pubblicità. Se la procedura finirà con una condanna all’Italia, il Governo dovrà pagare una salatissima multa, oppure approvare una nuova legge, più  rispettosa delle norme adottate in USA e in Europa. Si potrebbe, ad esempio, approvare il disegno di legge Gentiloni che, per qualche oscuro motivo, giace sepolto in qualche scaffale del Senato, sommerso da una valanga di emendamenti proposti (ma guarda il caso) da Forza Italia. Come osservano molti senatori e deputati, che si preoccupano sempre del nostro bene, quella legge non va bene, sarebbe un attentato alla nostra libertà di romperci le palle guardando la pubblicità. Per questo, contro questo provvedimento liberticida sono già partite manifestazioni spontanee di migliaia (migliaia, anzi milioni, anzi miliardi!!!) di onesti cittadini. Nelle case si stanno consumando dei veri e propri drammi: casalinghe disperate all’idea di non poter più vedere le telepromozioni di Antonella Clerici o di Mike Bongiorno, signori inviperiti al pensiero di perdersi quei distensivi spot che interrompono la visione del rigore decisivo della finale di Coppa campioni. Per fortuna, le forze del bene si stanno organizzando. Renato Schifani ed Elisabetta Gardini, si sono incatenati davanti a Palazzo Chigi, chiedendo l’intervento del Governo perché non cambi la legge e – se quei maledetti insistono – dichiari guerra a Bruxelles, o almeno al principato del Liechtestein. Emilio Fede ha lanciato dal suo Tg4 (un attimo primo di mandare uno spot sui cetriolini, comunque più informativo di una sua notizia) una petizione per far uscire l’Italia dalla Ue, dalla Nato e anche dal consesso dei paesi civili. L’ex ministro Gasparri, raggiunto per un commento, ha puntato il dito contro i responsabili di questa situazione: la legge che (per motivi non ancora chiariti) porta il suo nome è infatti un vergognoso regalo fatto dal Governo a Berlusconi, quindi è tutta colpa di Prodi e dei comunisti, con cui tra l’altro ormai Berlusconi è pappa e ciccia, un vero compagno (oops..) di merende, mangia i bambini assieme a Veltroni tutte i pomeriggi. Ma il prode Gasparri ha assicurato che si batterà con tutte le sue forze per far abrogare questa legge vergognosa (la sua), fatta – dice sempre Gasparri – ad esclusivo beneficio di un cittadino e che ora verrà fatta pagare a tutti i contribuenti italiani. Si perché se non si cambia la legge la multa sarà pagata con una nuova tassa che si potrebbe chiamare “Tassa Tv”, o “Tassa Spot”, o “Imposta conflitto d’interessi” o, più semplicemente, “Tassa Berlusconi”. Sulla scelta del nome si potrebbero fare le primarie. Le organizzerebbero Bondi e Cicchitto, al grido di “La pubblicità val bene una tassa”. E, siccome le disgrazie non vengono mai da sole, per giunta ci dovremo rassegnare anche a rinunciare a un po’ di pubblicità in tv! Già vediamo la gente disperata in lacrime. Le crisi di astinenza potrebbero provocare terribili controindicazioni. L’idea di assistere ad un bel film senza interruzioni pubblicitarie fa già venire l’orticaria a più di un marketing manager. La vita, a volte, è davvero ingiusta.
Buon tutto!

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Da stamattina c’è un aria nuova in giro. Strana. Festosa. S’incontra un sacco di gente allegra. L’ottimismo invade le strade, le piazze, gli autobus, gli uffici, le fabbriche. Tutti si sorridono, tutti si salutano. Bello. I malati in ospedale non hanno più dolori, le persone in cerca di lavoro guardano al futuro con fiducia. Prodi ha trovato i soldi per risanare il debito ed è pronto a distribuirli ai cittadini italiani? No, molto meglio. Berlusconi ha finalmente ritrovato la bacchetta magica smarrita in 5 anni di governo, ed è pronto a promettere il paese di bengodi per tutti? Di più, di più…Beppe Grillo ha rotto gli indugi ed è pronto a liberare l’Italia dai partiti fondando un partito? Niente affatto. Una cosa veramente sensazionale. Sì, perché, oggi, finalmente, dopo tanti mesi di assenza, ritorna l’Isola dei famosi. Il programma Tv più bello, interessante, intelligente che ci sia. E senti quest’eccitazione che invade l’intero paese, da Colico a Capo Passero, da Cormons a Bordighera, da Cesenatico a Punta Ala, da Leuca a Cantù. Ma tu ti senti escluso; questa festa non è per te. E te ne stai triste e in disparte, in un cantuccio solitario. Escluso da questo evento memorabile. Purtroppo stasera non potrai guardare la Tv, perché devi uscire con un tuo amico, che non vedi da tanto tempo. E non potrai neppure vedere le altre puntate: la prossima settimana, proprio quel giorno, dovrai andare al cinema con il tuo partner; glielo hai promesso. E anche la settimana successiva, niente da fare, hai giusto prenotato 3 giorni in vacanza a Metanopoli. E quella ancora dopo sarai costretto ad andare a teatro, a vedere la compagnia di Gabriele Lavia. E così, di settimana in settimana, non mai una sera per poter seguire le gesta dei nuovi Vip impegnati nelle emozionanti gare di sopravvivenza. Niente Alessandro Cecchi Paone, niente Cristiano Malgioglio, niente Francesco Coco e niente Debora Caprioglio. Come riuscire a sopravvivere a questo dramma? Sarà davvero difficile. Per sicurezza, controlli freneticamente sull’agenda, e ti accorgi di avere una serata libera. Senza nessun impegno. Vuota. E’ la sera del 24 novembre, proprio in occasione dell’ultima puntata. L’ansia ti assale, per un attimo, solo un attimo. Poi dopo, il viso si distende. Un tuo amico ti ha prestato sei mesi fa un Dvd con tutte le interviste rilasciate da Prodi e da Berlusconi negli ultimi 12 mesi. Non puoi deluderlo, ci tiene tanto ad un tuo parere. Anche quella sera, sarai costretto a perderti l’Isola dei Famosi. Peccato!
Buon tutto!

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Clemente J Mimum è un grande personaggio; anzi, di più: è un caso clinico. Figlio di una famiglia di commercianti in generi alimentari, fa da sempre il venditore di panini ad Ostia (bagno 47), ma è affetto sin da bambino da una sindrome, peraltro piuttosto diffusa: crede di essere un giornalista. Il suo caso però è tra i più gravi segnalati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità: Clemente, poveraccio, è convinto di essere un direttore di giornale. Anzi, il migliore direttore di telegiornale. Ne è così convinto, che Silvio Berlusconi (che non perde occasione di dimostrare la sua  generosità e il suo altruismo) quando divenne Presidente del Consiglio decise di fare un’opera buona, nominandolo direttore del TG1. Alle rimostranze di qualche suo consigliere (per quel posto erano in lizza anche qualificati professionisti come Pietro Gambadilegno e Lex Luthor) Silvio ricordava che la Rai, essendo un servizio pubblico, ha tra i suoi compiti l’assistenza sociale. Il povero Clemente ha svolto il compito affidatogli, nonostante ripetute crisi d’identità e confusioni mentali (tipici effetti collaterali della sua sindrome)  gli abbiano fatto spesso scambiare realtà e fantasia, facendogli confezionare panini al posto di servizi giornalistici. Ed è stato anche, diciamolo francamente, un po’ ingrato con chi lo aveva generosamente aiutato: Clemente ha lodato nel suo TG, secondo i dati dell’Osservatorio di Pavia (o di Sin city?) il suo benefattore solo per l’85% del tempo, mentre nel restante 15% (per doverosa par condicio) criticava il centrosinistra. Ma Silvio è un uomo dal cuore d’oro e, quando Mimum è stato ingiustamente spodestato, lo ha aiutato ancora, nominandolo direttore del TG5, battendo la concorrenza di Mr. Bean. Ma non aveva fatto i conti con l’aggravarsi della malattia. Clemente ha infatti perso completamente la testa e l’altra sera ha fatto una cosa gravissima. Davvero imperdonabile. Dopo aver trasmesso il servizio sul caso di sospetti abusi pedofili di Rignano (che ha probabilmente affossato ogni residua speranza di dare giustizia a quelle creature e ha violato tutti i codici di deontologia professionale, ricevendo immediatamente rimostranze e citazioni in giudizio degli avvocati delle parti in causa), il poveretto è uscito dalla redazione e, sull’uscio del Tg5, ha esclamato davanti al portiere e un paio di passanti testimoni: “Silvio Berlusconi si è trapiantato i capelli!” Di fronte ad un tale scempio della verità, ad un abuso così evidente della sua professione, anche il generoso Silvio si è visto costretto a chiedergli di dimettersi. In una burrascosa telefonata pare che Silvio abbia detto a Clemente: “E poi, cribbio! Lo sanno tutti che ho il tupè”.  Ma Mimum, ormai impazzito, si è asserragliato nel suo ufficio, ha preso in ostaggio l’unico giornalista in servizio al TG5 (gli altri sono tutte comparse di Cinecittà…), e sta trasmettendo non stop 24 ore su 24 un video in cui ripete: “Sono il giornalista più bravo del mondo! Sono il giornalista più bravo del mondo!” mentre, sorridendo, si addenta l’ultimo panino.
Buon tutto!

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