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Per Renato Brunetta, capogruppo del Pdl alla Camera dei Deputati, Piero Grasso, Presidente del Senato, e Laura Boldrini, Presidente della Camera, ovvero la seconda e terza carica dello Stato “lavorano per disegni organici a minoranze estremiste”.

Per Daniela Santanché, persistente candidata alla Vicepresidenza della Camera, Fabrizio Saccomanni, Ministro dell’Economia ed esponente chiave del Governo, “non è il ministro giusto al suo posto. Serve una visione diversa”.

Nel frattempo Re Giorgio II continua a decantare le lodi delle larghe intese e del bene supremo della stabilità politica.  Chissà se prima o poi si sveglia, ed usa la stessa solerzia con cui stoppò le imminenti sentenze del Tribunale di Milano per permettere a Berlusconi di “partecipare alla vita politica” poco prima della sua rielezione a Presidente della Repubblica.

Forse lassù l’aria si è fatta troppo rarefatta. Chissà.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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Daniela la pasionaria candidato bipartisan (o larghe intese) per la vicepresidenza della Camera dei Deputati è un’idea che poteva venire in mente solo a un branco di buontemponi come Berlusconi, Brunetta, Alfano e Verdini. Senza offesa: è come immaginare Barbablù a capo di un’organizzazione mondiale contro la violenza alla donne, o il capo del Ku Klux Klan a rappresentare gli afroamericani.

Una buffonata. Che se non fosse che il Pd è il Pd e il Pdl è il Pdl non sarebbe stata buona neppure per una barzelletta. E’ molto probabile che finirà, dopo il rinvio di ieri, con il ritiro della candidatura: è difficile immaginare il Pd che vota la Santa (nche?), ma anche il Pdl che rompe tutto per questo motivo.

Rimane una domanda: a chi giova una tattica di logoramento basata su questi argomenti? All’astensione: non è difficile immaginare lo schifo e la lontananza che, leggendo quali siano gli oggetti del contendere, devono provare un imprenditore che rischia di chiudere, un operaio o un impiegato in cassa integrazione, un giovane precario o disoccupato.

Solo in un Paese da operetta come il nostro ai cosiddetti poteri forti poteva venire in mente un’alleanza così bislacca. Meno dura, meglio è.

Prima o poi lo capirà Re Giorgio?

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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