You are currently browsing the tag archive for the ‘giustizia’ tag.

23 agosto 1927. Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, finiranno la loro esistenza su una sedia elettrica. Accusati di aver compiuto una rapina a mano armata, uccidendo due persone. Ma non è vero. Il processo è stato truccato. Nicola Sacco ha 36 anni, viene da Torremaggiore (FG). Bartolomeo Vanzetti ha 39 anni e viene da Villafelletto (CN). Sacco e Vanzetti, Nick & Burt come li chiamano tutti qui, saranno uccisi non per un crimine che non hanno commesso, ma per dare un esempio. Saranno uccisi perché sono due stranieri, due immigrati. E perché sono sovversivi. Sono dei rossi, degli anarchici. La loro vita verrà spezzata. Di loro, ai loro cari, resterà il ricordo di due brave persone, due umili italiani, un ciabattino e un pescivendolo, che partirono in cerca di fortuna e trovarono il carcere e la morte. E su loro calerà l’oblio. E’ una notte stellata qui a Charleston, nel Massachusetts. C’è una brezza leggera che accarezza dolcemente i rami. Tutto è pronto per l’esecuzione. Nick  & Burt, piccoli granelli di sabbia, saranno presto sepolti. I loro cuori smetteranno di battere. In queste ore, le loro ultime ore, scrivono, Nick & Burt. Si vedono i lumi delle loro celle accesi. Scrivono una lettera ai loro cari. Forse non ne sono del tutto consapevoli, ma stanno anche scrivendo una piccola frase, per tutti gli altri. Un piccolo scarabocchio sul grande muro bianco dell’esistenza. Una frase, poche parole, che tutti noi possiamo leggere. Oggi come ieri. E se vorranno potranno leggerla anche gli uomini che abiteranno il futuro: basterà ricordarsi di loro, della loro storia, del loro esempio. Ora sotto questo cielo muto, mentre l’ora finale s’avvicina, il pensiero va a quando Nick & Burt, partirono dall’Italia, a bordo di una nave, assieme a tanti altri. Era il  1908, Nick aveva 17 anni, Burt 20. Ricordiamoli così: due giovani cuori che battono, gonfi di speranza per un mondo migliore, più libero, più giusto, un mondo dove tutti gli uomini sono creati uguali, come dice la Costituzione degli USA, quel paese che ora li manda a morire innocenti. Giovani uomini e donne che attraversano il mare guardando le stelle brillare. Milioni di Nick & Burt che vivono, lottano e a volte, purtroppo, muoiono in questo strano sogno che è la vita. Anche sotto i nostri occhi  indifferenti e talvolta ostili. Per un futuro migliore per tutti. Here and There. Everywhere.

Buon tutto!

Here’s to you Nicola and Bart
Rest forever here in our hearts
The last and final moment is yours
That agony is your triumph!

Vi rendo omaggio Nicola e Bart
Per sempre restino qui nei nostri cuori
Il vostro estremo e finale momento
Quell’agonia è il vostro trionfo!
(Joan Baez e Ennio Morricone)

I nostri più affezionati lettori si saranno accorti che questa è la rivisitazione di un nostro vecchio post. Uno dei pochi che ci piace ricordare.

In questi giorni di spending review, in Italia c’è una categoria professionale che sta per ricevere un consistente regalo dal Governo Renzi. Non è il ceto medio falcidiato dalla crisi, né i cassintegrati alle prese con le bollette da pagare e neppure le famiglie con i redditi bassi. Si tratta degli avvocati.

avvocati

Il neo ministro della Giustizia Andrea Orlando ha iniziato infatti il suo mandato firmando un decreto – fermo da più di un anno – che aggiorna i parametri forensi, cioè i valori di riferimento per la liquidazione da parte del giudice dei compensi dei legali o per la loro determinazione in caso di disaccordo tra avvocato e cliente. Una “spending review” all’incontrario: aumenti medi del 50 per cento, con punte del 165 per cento, che cancellano il precedente decreto, il n.140/2012. Un bel regalo che fa felici il Consiglio nazionale forense, l’Ordine professionale e la nutritissima schiera dei parlamentari che svolgono questa professione.

Il decreto è in corso di pubblicazione sulla gazzetta Ufficiale. Nel frattempo, invitiamo tutti i cittadini italiani – che se dovranno ricorrere ad un avvocato avranno la sgradevole sorpresa di doverlo pagare molto più di prima – a fare i complimenti al neo ministro Orlando, al presidente del Consiglio Renzi, al governo tutto per la solerzia. Auspicando analoga velocità nella soluzione dei problemi di altri soggetti: giovani precari, cassa integrati, operai, impiegati.

Soggetti però che – purtroppo per loro –  in Parlamento non sono altrettanto adeguatamente rappresentati.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

Ci dev’essere uno strano godimento a sentirsi italiani. Un Paese dove Bartolomeo Gagliano, un pluriomicida definito “molto pericoloso” dalla Polizia, malato di AIDS, è a spasso: uscito grazie ad un regolare permesso-premio e sparito. Un permesso concesso ad un tipo già più volte evaso, rinchiuso in diversi manicomi criminali, giudicato incapace di intendere e di volere, che durante alcune delle sue precedenti evasioni ha ammazzato delle persone e seminato il terrore.

Bartolomeo Gagliano 1

L’incredibile vicenda si deve al fatto che nel carcere di Marassi, dov’era rinchiuso sembra non sapessero che aveva quei precedenti penali da serial killer. “Per noi era un rapinatore, valutato in base al fascicolo di reato per cui era detenuto, che risale al 2006 e lo indica come rapinatore”. Dunque, tutto regolare, tutto a posto: una storia di ordinaria burocrazia.

Speriamo che non ci siano altri innocenti da piangere. Sarebbe bello capire qual’é la falla (Leggi sbagliate? Regolamenti carenti? Procedure farraginose? Scarsa attenzione dei funzionari?) che permette ad un serial killer di andare in giro per l’Italia senza nemmeno disturbarsi per evadere da un carcere. Sperare anche che venga sanata, perché cose del genere non si ripetano, forse è troppo.

Sì, ci dev’essere uno strano godimento ad essere italiani.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

Caro Silvio, e cari figli di Silvio,

non so se davvero vi sentite come gli ebrei sotto Hitler. Non so se siete stati privati, com’è accaduto a loro, del proprio lavoro di dipendenti dello Stato, della propria professione medica o di avvocato. Non so se siete stati espropriati della vostra attività imprenditoriale, o del vostro negozio. Non so neppure se vi abbiano mai rintanato in ghetti cenciosi. Non credo.

auschwitz

Sono sicuro invece che nessuno vi ha prelevato mai dalla vostra casa, rinchiuso in un campo di concentramento, marchiato con un numero indelebile sul braccio. E nessuno vi ha costretto a “fare una doccia” per poi gasarvi e bruciarvi, com’è accaduto ad almeno 6 milioni di ebrei sotto Hitler.

Perciò, caro Silvio e cari figli di Silvio, “Voi che vivete sicuri Nelle vostre tiepide case, Voi che trovate tornando a sera il cibo caldo e visi amici, Considerate se questo è un uomo”.

E se proprio non riuscite a scusarvi per la castroneria che avete detto, fate almeno una gita ad Auschwitz. Entrate nel museo, guardate quelle stanze, visitate quel luogo.

Vi farà bene.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

Il governo Monti, attuando una delega del Parlamento, ha previsto nel 2012 la soppressione di 31 tribunali, 31 procure, 220 sezioni distaccate di tribunale e 667 uffici del giudice di pace. La sua applicazione – che si conclude proprio in questi giorni – sta sollevando polemiche, blocchi stradali, sommosse.

tribunale-soppresso

Arrabbiatissimi gli amministratori locali, gli avvocati, i magistrati. E anche moltissimi parlamentari del Pd e del Pdl, inclusi big come Gasparri e Matteoli. Questo, nonostante la riforma abbia avuto un lungo iter, preveda criteri oggettivi, abbia ammesso diverse eccezioni; e nonostante la ministro Cancellieri abbia recentemente consentito in molti casi la permanenza – almeno provvisoria – di uffici e sezioni per svolgere alcune funzioni “minori”.

Forse la riforma è giusta; o forse no. Ma comunque, è stata varata con il voto favorevole di Pd e Pdl, da governi sostenuti da Pd e Pdl, cioè da quei parlamentari (big inclusi) che adesso strepitano per la vergognosa chiusura dei tribunali minori. E la ministro Cancellieri già annuncia possibili correttivi.

Ora, se la maggioranza delle “larghe intese” riesce perfino a mettere in discussione (e, forse, a non applicare) una mini-soppressione di qualche tribunale di periferia, adottata dal precedente governo tecnico che delle larghe intese è stato il pre-quel, davvero bisognerà che qualcuno ci spieghi a cosa serve questo governo delle larghe intese.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

Un anziano militare in pensione, condannato per reati di pedofilia, è tornato a vivere nella sua casa in un palazzo romano: gli è stato revocato il divieto di dimora per “il tempo trascorso dall’adozione della misura” e perché, per “l’età avanzata dell’imputato” sono “cadute le esigenze cautelari”. Zio Pino, chiamiamolo così, anziano e malato non può fare più danni a nessuno.

Peccato che la casa in cui è tornato sia la stessa dove vive la ragazzina oggi tredicenne vittima dei suoi abusi qualche anno fa; che, alla sola idea della presenza del suo carnefice è ricaduta in uno stato di prostazione. Niente da fare: Zio Pino può vivere lì perché non è più in grado di fare “fisicamente” male alla piccola.

Le motivazioni “giuridicamente ineccepibili” che obbligano una vittima di abusi sessuali ad abitare di fronte al suo carnefice sono l’altra faccia della medaglia dell’arrampicarsi di giuristi azzeccagarbugli sull’applicabilità della “Legge Severino” per Berlusconi: quella della giustizia violata, della giustizia distorta.

Infatti, per questa storia nessuno del Pdl s’indignerà, nessun ministro si dimetterà, nessuno farà ultimatum. Nessuno scriverà editoriali di grido sui giornali. La legge è legge, sì. Ma ad uso e consumo di caste – politici, avvocati, magistrati, giuristi – che comunque la piegano, in un senso o nell’altro, usando tecniche raffinate per giustificare (o per aggirare) il calpestare del comune buonsenso.

In nome della legge, ingiustizia è fatta.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

Paolo Alberto Capotosti, ex Presidente della Consulta, ha rilasciato un’intervista sull’incandidabilità di Berlusconi dopo la recente sentenza della Cassazione, in cui in pratica sostiene che “i meccanismi di incandidabilità sono insufficienti, perché non immediati né automatici”. Anche se l’opportunità di non candidarsi sarebbe evidente, anche se lo spirito della Legge Severino è chiaro, a dire l’ultima parola dovrebbe essere la Camera di appartenenza; ora, ma anche in un’eventuale prossima legislatura.

Non interessano, qui, i bizantinismi da azzeccagarbugli. Capotosti è uno che se ne intende, ed avrà certamente ragione. Quello che è incredibile, guardando con gli occhi di un cittadino normale, è che da noi non ci sia mai una legge che non possa essere aggirata – pardon, “interpretata” – se si dispone di mezzi (media, avvocati, potere e altro) per poterlo fare.

Già è penoso guardare questa nostra povera Italia ostaggio dei destini personali di uno solo anziché preoccuparsi dei problemi di tutti: m’interessano servizi pubblici migliori, meno burocrazia, meno tasse, non se il leader di uno schieramento si chiami Tizio oppure Sempronio. Ma la sensazione che “qualcuno” (e non è solo Berlusconi, sia chiaro) sia comunque intoccabile rende davvero il nostro un Paese speciale.

Tristemente speciale.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

Giorgio Napolitano è un galantuomo, un uomo d’onore. Dopo la richiesta del Pdl di trovare un modo per concedere “agibilità politica” al condannato Berlusconi, si augura che nessuno si intrometta “in una fase di esame e riflessione che richiede il massimo di ponderazione e serenità”.

Napolitano, lo sanno tutti, è un galantuomo, un uomo d’onore. Chissà su cosa deve esattamente riflettere. L’idea che ci sia una ponderazione da fare sul principio che “la legge è uguale per tutti” suona un po’strano; a meno che non esaminare una deroga, “in nome del bene supremo del Paese”, ad una delle regole fondanti di una democrazia.

No, impossibile. Napolitano è un galantuomo, un uomo d’onore. Ma magari rifletterà su un precedente: quando un Presidente della Repubblica di nome Giorgio sostenne, dopo una manifestazione del Pdl davanti al Tribunale di Milano per la visita fiscale richiesta ad un Berlusconi che si dava malato (ed un medico accertò che non lo era) che era “comprensibile la preoccupazione di veder garantito che il suo leader potesse partecipare alla delicata fase politica” in cui si trovava l’Italia.

Quella fase era la consultazione per la formazione del governo dopo le elezioni di febbraio e la vicinissima convocazione per l’elezione di un nuovo Presidente della Repubblica. E sappiamo com’è andata a finire.

Ma Napolitano, lo sanno tutti, è un galantuomo, un uomo d’onore. Farà quello che è giusto, dovuto, limpido. Non ci sfiora affatto il pensiero di uno che se ne intendeva molto.

A pensare male, si fa peccato. Ma spesso ci si azzecca.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

Povero Silvio, ce l’hanno tutti con te. Che cagnara sulla vicenda di Tortora! E che hai detto, poi? Semplicemente “Ho rivisto le immagini di Enzo Tortora che rivolgendosi ai suoi giudici disse ‘io sono innocente, spero dal profondo del mio cuore che lo siate anche voi’. Ed è questo il sentimento di tantissimi italiani, non solo io,  che ogni giorno entrano nel tritacarne infernale della giustizia”.

Povero Silvio, che sei stato attaccato anche da Gaia, la figlia di Enzo, in diretta sul telegiornale, senza poterti difendere. In fondo, non ti sei mica paragonato direttamente a Tortora. Non avresti proprio potuto farlo: Enzo era innocente (certo, lo sei anche tu, fino a sentenza definitiva). Ma Enzo non scappò dai giudici, non si fece eleggere Presidente del Consiglio. E quando fu eletto in Parlamento, rinunciò all’immunità e tornò di nuovo in carcere, affrontando nel Processo i giudici che lo “perseguitavano”.

Com’é che ha detto Gaia, la figlia, facendoti arrabbiare? “Enzo Tortora era tutt’altra storia”. Eh sì, Enzo era un uomo integro, una figura indimenticabile, un perseguitato che ha affrontato a testa alta il suo destino. Un esempio, sarai d’accordo anche tu Silvio mentre ti commuovi, in quest’Italia di farabutti impuniti che a volte scendono anche in politica.

H un dubbio, Silvio: mi sa che chi dovrebbe tacere su Tortora non è la figlia.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

Lo sapevamo già, ma adesso l’ha detto anche l’Unione europea: l’attrattiva di un paese per investire e fare business è rafforzata dall’avere un sistema giudiziario indipendente ed efficiente. Per questo, la vice presidente della Commissione e commissario Ue alla giustizia, Viviane Reding ha detto “giù le mani dai giudici, che vanno lasciati lavorare in modo indipendente”.

Lo sanno anche i sassi, è vero. Lo dicono tutti, è vero. Ma in Italia è un concetto difficile da far digerire, visto che uno che conta, che è stato premier, che tutt’ora partecipa da protagonista alla vita politica parla della magistratura come di un “cancro della democrazia”, che vuole imbavagliare il libero gioco democratico” e via delirando.

Chissà se il Presidente Napolitano, che tanto ha a cuore il bene del Paese, tanto da aver chiesto – neppure velatamente – alla magistratura di “lasciare in pace” il leader del Pdl in questa fase delicatissima della vita politica, si sarà letto il rapporto.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

Regala un sorriso

Associazione per la lotta al Neuroblastoma

Scarabocchiamo anche su…

Archivi

Abbiamo vinto il z-blog awards 2007

Un sorriso lungo un anno

In ricordo di Libero 83