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Ci dev’essere uno strano godimento a sentirsi italiani. Un Paese dove Bartolomeo Gagliano, un pluriomicida definito “molto pericoloso” dalla Polizia, malato di AIDS, è a spasso: uscito grazie ad un regolare permesso-premio e sparito. Un permesso concesso ad un tipo già più volte evaso, rinchiuso in diversi manicomi criminali, giudicato incapace di intendere e di volere, che durante alcune delle sue precedenti evasioni ha ammazzato delle persone e seminato il terrore.

Bartolomeo Gagliano 1

L’incredibile vicenda si deve al fatto che nel carcere di Marassi, dov’era rinchiuso sembra non sapessero che aveva quei precedenti penali da serial killer. “Per noi era un rapinatore, valutato in base al fascicolo di reato per cui era detenuto, che risale al 2006 e lo indica come rapinatore”. Dunque, tutto regolare, tutto a posto: una storia di ordinaria burocrazia.

Speriamo che non ci siano altri innocenti da piangere. Sarebbe bello capire qual’é la falla (Leggi sbagliate? Regolamenti carenti? Procedure farraginose? Scarsa attenzione dei funzionari?) che permette ad un serial killer di andare in giro per l’Italia senza nemmeno disturbarsi per evadere da un carcere. Sperare anche che venga sanata, perché cose del genere non si ripetano, forse è troppo.

Sì, ci dev’essere uno strano godimento ad essere italiani.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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Tutti quelli che gridano contro l’amnistia e l’indulto forse sono davvero dei furbi in cerca di demagogici consensi. Ma provvedimenti di amnistia ed indulto – al netto del sospetto, comunque legittimo, che di tali provvedimenti possa avvalersi anche Berlusconi – sarebbero una pessima soluzione ad un problema reale, il sovraffollamento delle carceri.

indulto-no

L’esperienza  anche recente insegna infatti che amnistie ed indulti non risolvono i problemi alla radice del sovraffollamento. Per quelli servono riforme vere: un maggiore utilizzo di pene alternative al carcere, un minor utilizzo della custodia cautelare, una depenalizzazione di alcuni reati – eclatanti esempi, la Giovanardi-Fini e la Bossi-Fini – e un piano carceri. Ma l’esperienza insegna soprattutto che in Italia, spenta l’emergenza – ad esempio, con un provvedimento generalizzato di clemenza – finisce anche qualsiasi spinta alle riforme. E tra qualche anno saremmo daccapo a dodici.

Non mi piacciono i demagoghi, e forse tra coloro che strillano contro amnistia ed indulto ce ne sono. Ma, almeno in questo caso, hanno ragione.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

Italia non fa rima con giustizia, e si vede. Il Belpaese registra il maggior numero di estinzioni del reato per prescrizioni, il più alto numero di condanne della Corte europea dei Diritti dell’uomo per la irragionevole durata dei processi e le carceri più affollate d’Europa.

Ma come mai? Gli studiosi danno migliaia di spiegazioni, tutte supportate da evidenze statistiche. Semplificando molto, in Italia abbiamo troppi “reati bagatellari”, procedimenti giudiziari per reati minori, e procedure giudiziarie che sembrano disegnate per ritardare i procedimenti, le udienze, in una parola l’amministrazione della giustizia.

Così le carceri scoppiano di delinquentelli spesso in attesa di giudizio; i furbetti del quartierino siedono in Parlamento o nei CdA mentre i loro legali allungano i procedimenti; e da vent’anni si parla – e basta – di riforma della giustizia.

Ma sarà un caso che siamo anche il Paese con la più alta presenza di avvocati, sia fuori che dentro il Parlamento?

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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