Ora non che non ci si dorma la notte, ma quando ca…spita sarà questo benedetto electionday, il giorno in cui saremo chiamati a votare per 8 regioni e per molte amministrazioni comuali?

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L’intento dell’electionday è nobile: risparmiare soldi e, anche, aumentare le probabilità che la gente si rechi a votare. Però a furia di cercare una data utile, si sta esagerando. In origine le elezioni regionali dovevano tenersi a marzo. Poi, con l’idea dell’electionday, sono state posticipate a maggio: tutti insieme appasionatamente, amministrative e regionali in tutta Italia, il 17 maggio. Benissimo. Poi però si è annunciato che la data sarebbe stata anticipata al 10 maggio. Adesso voci attendibili parlano di un nuovo spostamento, il 31 maggio.

Ora, ovviamente che si voti una settimana prima o una dopo può sembrare irrilevante. Ma – a parte che non è detto che lo sia per tutti e dappertutto – c’è un problema di garantire un minimo di decenza istituzionale ad un gesto (le elezioni, appunto) che dovrebbero essere la massima espressione di democrazia.

Senza facili ideologie, ma un governo così “decisionista” come mai è così indeciso sulla cosa più semplice del mondo, ovvero la data delle elezioni? E chissà che verrà dopo; o, se preferite, what comes neXt.

Pubblicato (anche) su neXt quotidiano