Io non so per certo cosa succede alla Grecia e all’Euro con Tsipras. Lo scopriremo solo vivendo. Ed è bellissimo questo diluvio di applausi che da sinistra (e anche da destra, miracoli dell’Europa!) cala sul giovane primo ministro ellenico trionfatore alle elezioni. So però per certo che la “scommessa” del neo premier greco è sostanzialmente, di ridare fiato ai suoi concittadini – stremati da politiche di austerità assurde e da diktat della Troika indifendibili da chiunque sano di mente – sostanzialmente rinegoziando il debito che il suo Paese ha con il resto d’Europa. Ovvero con noi.

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Come ci viene spiegato minuziosamente qui, i contribuenti italiani sono tra i maggiori creditori della Grecia. Dunque, se Tsipras avrà successo, il rifiatare dei greci (che è cosa buona e giusta) verrà ottenuto scaricandone una parte non banale del costo sui contribuenti (anche) italiani.

Non so se anche questa sia una cosa buona e giusta: forse sì; ma forse anche no.

Ma una cosa la so: non è, non può essere, non sarà mai di sinistra. O, almeno, dell’idea di sinistra che io avevo in mente quando ero ragazzo. Io che mi sento (ancora) di sinistra. E chissà che verrà dopo. O, se preferite, what comes neXt.

Pubblicato (anche) su neXt quotidiano