I politici italiani, diciamolo, non sono un granché. Ma per fortuna, non sono i soli. Leggere la proposta contenuta in un documento discusso nel congresso della CSU, partito di governo “fratello” della CDU di Angela Merkel sull’obbligo per gli stranieri di parlare tedesco anche all’interno della loro abitazione, in famiglia, suscita più sollievo che sconcerto. Oddio, un rieccheggiare sinistro di quel “Deutschland uber alles” che bene o male è l’inno tedesco l’abbiamo sentito. Ma dopo, più forte, è stato il sorriso ironico.

Germania stranieri

Ma sì, perché credevamo che le boutade di cui è piena la politica italiana e le diecimila esternazioni sul nulla che la nostra classe politica ci riserva fossero un’esclusiva tutta italiana. Invece, per fortuna, anche i politici tedeschi, nel loro piccolo, scemeggiano. E come speso accade anche da noi, la boutade resterà tale. Il segretario generale della Cdu, Peter Tauber, ha sentenziato con teutonica saggezza che ‘‘la lingua che si parla in famiglia non è una questione che riguarda la politica’‘.

Purtroppo però, ci sono cose per cui i politici italiani sembrano imbattibili. E non è tanto la corruzione; anche quella, per fortuna o meglio per disgrazia, è un male non solo italiano. Ma è nella faccia tosta con cui i nostri politici restano in sella. Su questo, purtroppo, ad essere “uber alles” mi sa che ci siamo solo noi. E chissà che verrà dopo; o, se preferite, what comes neXt.

Pubblicato (anche) su neXt quotidiano