La storia di Brittany Maynard si è conclusa, come avrete letto qui. La storia di Lauren Hill è ancora in corso, invece. Lauren è una ragazza malata di tumore senza più speranza di sopravvivere; aveva un sogno: giocare nella Wnba, la massima lega femminile di basket.

Lauren Hill

Per permetterle di realizzare – almeno in parte – questo sogno, la Ncaa ha anticipato l’apertura della stagione, e Lauren ha giocato ed è andata a canestro con la squadra del suo college di terza divisione, il St. Joseph in Ohio, in un tripudio di folla.

Non so se tutto questo siano belle storie commoventi per i media che passeranno (perché tutto passa e va). Non so se ci sia una riposta, perché forse non c’é neppure una domanda. So solo che, grattata la superficie dell’evento, delle campagne stampa o di quelle social restano persone. Esseri umani che come noi faticosamente si muovono su questa terra; come noi, legate ad un filo sottile che può spezzarsi in qualunque momento, alla ricerca di un senso che non c’é.

Eppure, se penso a Brittany Maynard che se n’é andata e a Lauren Hill e al suo canestro, un senso provo ad intravederlo. E penso che è vero che la vita è una battaglia da combattere quotidianamente, senza arrendersi mai, ma solo fino al giorno in cui è degna di essere vissuta. Questo insegnano Brittany e Lauren. Così lontane, così vicine a noi.

Pubblicato (anche) su neXt quotidiano