Il calo del Pil continua, come ha certificato la nota mensile dell’Istat; e questo, a poche ore dal varo della nota di aggiornamento del DEF del governo.

Calo Pil

Il calo del Pil italiano si deve al rallentamento dell’export (che comunque, “tiene”) ma soprattutto, al calo della domanda interna, sia in investimenti che in consumi. Il clima di fiducia delle imprese e delle famiglie si deteriora, l’occupazione langue. Servirebbe uno shock positivo, e – pur se con i limiti rigidi imposti dai vari fiscal compact e altre ottusità – qualcosa si potrebbe pur fare. Invece, tutti – governo, opposizioni interne ed esterne, i cosiddetti “poteri forti” continuano a menarsela.

Finiremo per essere definitivamente (in parte lo siamo già, e negli ultimi 3 anni la tendenza si è fatta irresistibile) un Paese senza sovranità. E non per colpa degli altri. Per colpa nostra. Il Pil è avviato ad una discesa che sembra infinita, e noi balliamo la samba. E chissà che verrà dopo; o, se preferite, what comes neXt.

Pubblicato 8anche) su neXt quotidiano