Renzi sulla scuola ha presentato un piano corposo e non qualche slide. Incredibile! Persino con alcune idee interessanti: la digitalizzazione, il puntare su cultura arte e musica, l’educazione fisica, l’incentivo per insegnare nelle scuole “problematiche” e non nei “salotti buoni”, e anche altro. Soprattutto, un impianto complessivamente non disprezzabile su cui aprire una vera discussione politica. Gulp! Per un giorno, sembra quasi di essere un Paese normale (D’Alema, ricordi?)

La-Buona-Scuola

Ma non facciamoci troppe illusioni. Prima di tutto perché tra lo scrivere (un documento) e il fare (una riforma) ci sono di mezzo consorterie di benaltristi che in questo Paese accartocciato su se stesso troveranno nella lentezza endemica dei processi decisionali un valido alleato per smussare, frenare, annacquare. Poi, perché alcune idee “rivoluzionarie”, buone o meno che siano (tipo premiare il merito e rinforzare la valutazione anziché la solita anzianità, l’ingresso di risorse anche private) potrebbero non piacere a molti della “classe dirigente”. E soprattutto perché – e qui è il governo Renzi ad essere “sotto esame” – se è buona l’idea che sulla scuola si deve investire di più, anche in termini di soldi, è tutto da vedere poi se le risorse ci saranno per davvero.

Accontentiamoci per ora di un documento che mostra un impianto, un’idea, una “visione”. Se sarà solo visionario, lo scopriremo, perché è quello che verrà dopo. O, se preferite, what comes neXt

Pubblicato (anche) su neXt quotidiano