Aprile, non ti scoprire: le nuvole vanno e vengono, e ogni tanto si fermano, mettendosi tra noi e il cielo pieno di stelle. Aprile, dolce dormire; dormire, forse sognare. Il 3 aprile 2006, Grazie ad Alessandro D’Amato e Maddalena Balacco, è nato un sogno: Giornalettismo militante, che poi, il 3 aprile del 2008 è diventato una magnifica avventura: il “nostro” Giornalettismo, al quale, nel mio piccolo, anch’io ho dato un contributo. E quando era già una straordinaria realtà, il 30 aprile del 2011 è nata anche una piccola rubrica, “Le stelle stanno a guardare”, che nella notte d’Italia guarda le nuvole andare e venire nel cielo, mettendosi tra noi e le stelle. E che veniva pubblicata qui e su Giornalettismo, appunto.

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Ma niente è più mutevole del vento d’Aprile. Da oggi, 30 aprile 2014, Giornalettismo cambia ancora; ci saranno altri venti, altri soli, altre nuvole, altre stelle. Ma noi non ci saremo: Carlo Cipiciani – visto che Alessandro d’Amato lascia e Maria Teresa Mura si dimette – saluta qui (e tutti ringraziano per tutto il pesce, come d’uso) i lettori. Perché, quando cambiano i sogni e cambia la realtà, è meglio, sempre seguendo Amleto, “Dormire, morire. E chi sopporterebbe le frustate e gli scherni del tempo, il torto dell’oppressore, la contumelia dell’uomo superbo, gli spasimi dell’amore disprezzato, il ritardo della legge, l’insolenza delle cariche ufficiali, e il disprezzo che il merito paziente riceve dagli indegni, quando egli stesso potrebbe darsi quietanza con un semplice stiletto?”

No, meglio salutarsi, lasciandosi alle spalle le mille giornate di splendido sole e le nuvole portate dal vento improvviso di Aprile: quelle nuvole che vanno e vengono, e ogni tanto si fermano, mettendosi tra noi e il cielo per lasciarci soltanto voglia di pioggia. Aprile, dolce dormire, mentre scende la pioggia come un pianto di stelle; perché Aprile è un po’ morire.

Morire, dormire, forse sognare; perché, si sa, le nubi sono già più in là, e dopo la pioggia ritorna il sereno.

Grazie a tutti per questa magnifica avventura. Da domani, quando mi andrà, i miei 36 piccoli lettori potranno comunque trovarmi qui su questo piccolo spazio del web. E poi, domani è il primo maggio.

Chi vuol goder l’aprile | nella stagion severa, | rammenti in primavera | che il verno tornerà. Per chi fedel seconda | così prudente stile, | ogni stagione abbonda | de’ doni che non ha. (Pietro Metastasio)