Tra meno di un mese si vota per le elezioni europee; sarà l’occasione di riflettere sull’Europa che vogliamo, sempre che la vogliamo ancora. Speriamo che qualcuno si ricordi di riflettere anche sulla questione demografica. Perché l’Europa è il continente con il più bassa natalità del mondo, e l’Italia è leader in questo campo, purtroppo.

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Non è (solo) colpa della crisi, ma anche – soprattutto? – di una visione di corto respiro sul “futuro” dell’Europa, sul suo senso di esistere non solo come continente, ma anche come singoli Stati. Fino ad oggi, classi dirigenti miopi (e vecchiotte) hanno proposto solo soluzioni di corto respiro: il fiscal compact, l’austerity, il rispetto rigido degli “stupidi” parametri di Maastricht. Idiozie alle quali si è risposto con i deliri anti euro: come se il modo migliore per affrontare il futuro sia tornare al passato. Ma quando mai è successo?

Le culle vuote crescono quasi ovunque in Europa, l’età media invecchia e si perde ancora più la voglia di “creare” futuro. L’unico rimedio proposto – semiserio, ma mica poi tanto -è quello di un’agenzia di viaggi danese, che invita le coppie danesi “a fare più sesso”, andando in vacanza mediante loro (ovvio) e regalando, in caso di “successo”, tre anni di fornitura gratuita di prodotti per bambini. Al netto della provocazione pubblicitaria, sarebbe un tema – quello del fare più figli, ovviamente, e dei modi in cui incentivarlo – di cui parlare.

Uno sforzo per riempire le culle, per più ciucciotti, più pannolini e meno pannoloni. Prima di rassegnarsi ad un’Europa e un’Italia di teste canute; oltre che vuote (le teste).

Pubblicato (anche) su Giornalettismo