Nel progetto di riforma costituzionale del Governo Renzi, una parte consistente riguarda la riforma del Titolo V, quello che regola la ripartizione die poteri tra Stato ed autonomie locali. Ed è un disegno chiaro. Le materie che prima erano a legislazione concorrente spariscono; ed è un bene, erano un guazzabuglio inestricabile.

FEDERALISMO

La scelta è di farle tornare quasi tutte alla competenza esclusiva dello Stato. Qualche esempio: il coordinamento della finanza pubblica, la protezione civile, l’istruzione e l’università, la ricerca scientifica; le norme generali su paesaggio, attività culturali, turismo, sulla tutela per la salute; diventano competenza esclusiva dello Stato anche l’ordinamento dei comuni e le loro forme associative.

Rispetto alla riforma del 2000 – che in molti definirono frettolosa e pasticciata – si tratta di un de profundis del federalismo, fiscale ed amministrativo; ed un conseguente ritorno al centralismo. Giusto? Sbagliato? Chi lo sa: c’è chi dice che il federalismo non è stato neppure tentato, e c’è chi dice che la montagna di sprechi e inefficienze partoriti dalle regioni in questi anni sono già troppe.

Ognuno la pensi come crede, ma una cosa si può dire: la riforma sicuramente è frettolosa. E forse anche un po’pasticciata. A volte, ritornano.

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