Graziano del Rio, sottosegretario del Premier Renzi, in un’intervista a Repubblica ha spiegato che con il nuovo Governo chi non raggiungerà l’obiettivo andrà a casa. Non solo i dirigenti ministeriali. Se un ministro non raggiungerà i suoi target a fine anno andrà via, senza tentennamenti o giustificazioni: siamo passati, ha detto Del Rio, dalla “democrazia dialogante alla democrazia decidente”.

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Lo slogan è bello; anche accattivante. Ma un dubbio lo solleva. Perché se “cacciare” un dirigente è una procedura complessa ma attuabile, cacciare un Ministro con l’attuale Costituzione non è semplicemente possibile: Del Rio saprà certamente che un Ministro al limite può dimettersi, o essere “sfiduciato” dal Parlamento; ma non può essere “rimosso” dal Premier; è già accaduto in passato.

Una maggiore velocità nelle decisioni pubbliche, è auspicabile; l’applicazione del principio “chi sbaglia paga” anche a politici e burocrati pure. Ma bisogna anche smettere di dire o promettere cose che oggettivamente non si possono realizzare. Perché poi, semplicemente, non si faranno.

Perché il rischio è che l’Italia resti così nella palude della “democrazia inconcludente”.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo