A volte ritornano: dopo un assordante silenzio, ariecco il più grande commercialista di Sondrio, Giulio Tremonti, sciorinare qui perle su perle. La sua tesi, in breve: l’euro è “una camicia di forza” imposta all’Italia e agli italiani, tornati ad essere “calpesti e derisi”, schiavi di un “podestà straniero” dall’estate 2011, quando fu inventata la “falsa catastrofe” che si abbatteva sull’Italia, “tanto poi il tremendo conto dell’esperimento, i connessi costi economici e sociali, politici e morali, l’avrebbero pagato e lo stanno ancora pagando l’Italia e gli italiani”. La colpa di chi?

Tremonti

Ovvio: della sinistra, della cattivissima sinistra; che ha voluto l’ingresso nell’Euro, che non ha rifiutato la globalizzazione, che ha fatto il decentramento con il Titolo V, che ha introdotto il pareggio di bilancio in Costituzione e che ha prodotto la “derivata e deviata democrazia del deficit”.

Tremonti chi? Quello che negli ultimi 15 anni è stato Ministro per circa 8? Quello che infilava nei suoi documenti il “regalino” degli aumenti Irpef ed Iva? Quello che, cifre alla mano, con lui ministro ha scassato i conti pubblici come mai prima? Ma poi, come è logicamente possibile che la cattivissima sinistra sia contemporaneamente colpevole di aver voluto la (stupida) norma costituzionale del “pareggio di bilancio” e anche di aver prodotto la derivata e deviata “democrazia del deficit”?

E dai, Giulio, non esagerare! Ci fa piacere che sei tornato. Sei sempre stato un simpatico umorista, e il tuo esser responsabile del disastro dell’Italia, assieme al tuo ex compagno di merende Berlusconi, è un peccato che ti si può perdonare; in fondo, siamo italiani. Ma il tuo essere così orgoglioso intellettualmente da pensare che due bugie facciano una verità, e che qualcuno di noi abbocchi ancora, è davvero troppo.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo