Io Eluana me la ricordo. Ricordo ancora vane parole, urla, gente che vomita cinismo, certezze, assolute verità; mentre a me questa storia di straordinario dolore, di sofferenza, passione, compassione ispira solo un ordinario silenzio, e un pensiero piccolo e solitario a domande che accompagnano l’umanità dalla notte dei tempi.

Eluana-Englaro

Una risposta che, oggi come ieri o come 5 anni fa, è che la vita è un dono prezioso, e va difesa sempre e comunque: da chi la insidia con guerre insensate e sanguinose, o con la violenza gratuita e feroce dell’uomo contro l’uomo. Ma la vita, questa vita, non è solo respiro; ma l’armoniosa dissonanza dello scorrere di attimi sempre diversi, di emozioni e sensazioni, pensieri e azioni. Sofferenza e forza, gioia e dolore.

E soprattutto, la vita è amore. Amore per il nostro prossimo, anche se non parla la nostra stessa lingua ed è nato in un paese “straniero”. Amore per la natura violentata da uomini senza scrupoli e senza rispetto per il loro futuro. Amore per la propria famiglia, per i propri figli. L’amore è l’unica risposta.

Ecco. La storia di Eluana, oggi come 5 anni fa, ci parla di amore: l’amore di una famiglia, di un padre che ha visto sfiorire la sua meravigliosa figlia, di cui è impossibile comprendere il dolore di accompagnarla verso l’ultimo passo. Perché la vita è meravigliosa e va sempre difesa, ma confinarla in un sopravvivere disumano è una scelta non può essere imposta a nessuno.

E adesso, che sulla storia di Eluana è sceso finalmente un po’ di silenzio, ricordiamo questa storia, dove non si vive felici e contenti fino alla fine di giorni senza fine. Perché questa è la vita, baby.

Ed è solo di amore umano che si può nutrire. Fino alla fine dei nostri giorni.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo