Dopo il ritorno a casa del figliol prodigo Pierferdinando, è arrivata la decisione dei deputati “centristi” della Commissione di Presidenza di esprimere parere contrario alla costituzione di parte civile del Senato della Repubblica nel processo che vede coinvolto Berlusconi, accusato dal reo confesso De Gregorio di aver organizzato una compravendita di Senatori per far cadere Romano Prodi.

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Si è trattato ovviamente di una coincidenza: le due vicende, lo capiscono tutti, sono totalmente slegate. Ed è altrettanto evidente che la cosa ha soprattutto un valore simbolico, almeno per ora. Tanto è vero che il Presidente Grasso se n’è infischiato e ha deciso diversamente. E’ comunque sintomatico che quando c’è di mezzo Berlusconi, non si riesce mai a non pensare male (che come diceva uno che se ne intendeva, sarà peccato ma spesso ci si azzecca). Vedremo il seguito, anzi i seguiti, su altri incroci pericolosi dei prossimi giorni in Senato.

Sia come sia, la vicenda conferma senza ombra di dubbio che ci sono troppi Casini per un Senato solo. E che da un Casini nasce un altro Casini. Provare, per credere.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo