Un’ora qualunque di un giorno qualunque del tran tran quotidiano. Antonio è solo al volante della sua automobile incolonnato nel traffico. Laura è sola seduta nella sala d’attesa di uno studio medico. Claudio è solo seduto nella metro. Francesca è sola su una panchina del parco.

solitudine

Attorno a loro, migliaia di altri Antonio, Laura, Claudio e Francesca. Con loro ma senza di loro. Migliaia, milioni di anime sole che navigano su internet, che guardano la tv, che passeggiano distratte. Niente di nuovo: spesso la vita è una prigione, soffocata tra bisogni, amarezze e sogni spezzati. E la solitudine un ago di ghiaccio che ognuno porta con sé, frutto amaro della condizione umana.

Soli si vive, e soli si muore: succede all’anziano signore di Trapani o al famoso attore di Hollywood. E in questi tempi confusi e smarriti tra troppe urla e pochi pensieri, a molti il velo spesso dell’isolamento sembra una calda coperta per sfuggire dal mondo. Tutti soli, numeri primi nell’infinito.

Eppure, dietro quel velo sottile che ognuno di noi finisce per amare, c’è un mondo meraviglioso, fatto del nostro prossimo; un mondo che aspetta solo di venir scoperto, per ridarci qualcosa che sapevamo ma che abbiamo smarrito: vivere assieme.

Tutti noi, numeri primi gemelli: così lontani eppure così vicini, potremmo scoprire che c’é ancora, là fuori, tra Antonio, Francesca, Claudio e Laura, il signore di Trapani o l’attore di Hollywood, una piccola grande ragione per vivere un’esistenza che non sia solo fatta di solitudine.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo