Ogni giorno che passa, la distanza tra il Paese reale e i palazzi della politica e dell’economia sembra aumentare. Mentre qui piove, e da nord a sud ci sono torrenti che esondano, mura che si sgretolano e gente che muore annegata, nei Palazzi va in scena la sceneggiata: da una parte i “vecchi” partiti e le istituzioni sonnacchiose ed indifferenti, dall’altra la chiassosa e sgangherata accozzaglia dei Casalgrillini dalla parola più veloce del pensiero.

Povera-Italia

Perché la “vecchia” politica continua a dare pessimi esempi di sé: il caso Mastrapasqua, gli accordi di vertice e le polemiche “interne” sulla Legge elettorale, le “forzature” su Decreti Legge e provvedimenti vari. Ma i “nuovi” si distinguono solo per comportamenti sopra le righe, insulti sessisiti, scivolate fascistoidi (bruciare i libri di autori sgraditi da noi è già successo, s’informino). L’importante, spiace ripeterlo, è che non si faccia nulla per cambiare le cose.

L’Italia ha tanti problemi, a partire da un popolo dove molti hanno una coscienza civica al di sotto della media. Di urla e polemiche sterili, sfogatoi per mediocri frustrati questo Paese devastato dal dolore non ha bisogno, tanti quanto non ha bisogno dei soliti gattopardi dalla forchetta facile. Gli servono energie positive, che mettano da parte interessi di bottega (siano elettorali, di categoria, di quel che vi pare) per concentrarsi, ma per davvero, sul bene di tutti. Su come ripartire.

Mentre qui piove; ed è un lento morire, in vano ascolto. Vergognatevi tutti.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo