Lucio aveva una faccia dolce e un sorriso lieve, come la carezza di un bimbo; il suo grande cuore poco dopo mezzogiorno ha deciso di fermarsi. E il cielo ha iniziato a piangere. Lucio Parenzan aveva 89 anni, era figlio di un medico condotto e di una maestra, e amava i bambini; così tanto che ha dedicato a loro la sua vita, nell’unica maniera che conosceva: facendo il medico, il cardiochirurgo. Anni e anni di visite, sale operatorie, esami. Lo chiavano il dottore dei bambini blu.

Lucio-Parenzan

Tante Lucia, Barbara, Elena, Luca, Elisa. 15 mila interventi, 350 trapianti; poi, la sperimentazione di una tecnica per intervenire chirurgicamente sulla “tetralogia di Fallot”, una disfunzione neonatale che porta se non risolta a gravi problemi cardiaci. E, grazie a Lucio, tante Barbara, Luca, Carlo, Elena che sono cresciuti, diventati grandi, messo su famiglia e fatto figli.

Già. In quest’Italia troppo piena di gente tutta chiacchiere e distintivo, il dottore dei bambini blu ha vissuto facendo quello che fanno gli uomini giusti: ha piantato – in silenzio, con il suo viso gentile e il suo sorriso lieve – tanti alberi, che sono riusciti a crescere a dare i loro frutti. E adesso i tanti suoi bambini lo piangono, come lo piange il cielo che versa copioso lacrime soffici e bianche.

Se n’è andato in silenzio, Lucio. Chissà se si riposerà un po’, o se sta già girando per le stelle, vestito di bianco, con la sua faccia dolce e il suo sorriso lieve, tra i tanti bambini finiti lassù che non è riuscito prima ad incontrare. Mancherà a quest’Italia troppo piena di gente tutta chiacchiere e distintivo.

Solo un grazie. Grazie di esserci stato.

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