Questa storia poteva essere una bella favola. Nel 1973 Fulco Pratesi portò allo zoo di Roma una gabbianella zoppa trovata nell’isola di Giannutri. La gabbianella trovò il suo sposo, un gabbiano di passaggio, e nidificò. Grazie all’inesauribile fonte di cibo offerta dalla discarica di Malagrotta, di generazione in generazione un’orda crescente di gabbiani reali si è impadronita della città, fino alla recente aggressione della colomba lanciata da Papa Francesco.

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I gabbiani reali a Roma sono già 40 mila e, secondo Bruno Cignini, zoologo e direttore del dipartimento Ambiente del Comune, potrebbero diventare un grave problema per tutti; paradossalmente aggravato dalla chiusura di Malagrotta, perché i simpatici volatili si sposteranno e molti potrebbero puntare sulla città eterna.

I simpatici volatili sono però dei predatori, pare anche abbastanza aggressivi, e potrebbero eliminare quasi ogni altra specie di uccelli; addirittura infastidire i passanti perché quando nidificano proteggono i loro piccoli attaccando chi si avvicina. Trovare rimedi non sarà facile, anche perché una legge dello Stato li protegge come specie selvatica.

Questa storia, oltre che assomigliare ad un noto film di Hitchcock, insegna che gli ecosistemi sono sistemi delicati e fragili, che possono venire danneggiati e talvolta distrutti da interventi non richiesti dell’uomo. Una gabbianella zoppa e una discarica che è una vergogna nazionale hanno fatto di Roma la città dei gabbiani.

Poteva essere una bella favola, invece è un incubo. E rimediare, ammesso che sia possibile, provocherà comunque altri danni. Spesso gli uomini riescono a dare il peggio di sé, persino se animati dalle migliori intenzioni.

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