Ci sono storie che sembrano favole. Prendiamo Tyler Doohan di Rochester, New York. Povero in una famiglia povera, viene svegliato nel cuore della notte dal crepitare del fuoco. Mette subito in salvo i tre bambini di casa; poi due ragazzi e l’anziana padrona di casa. Non contento, rientra, sfida il fuoco per salvare anche il marito e il figlio, che è pure disabile. Un eroe.

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E il bello è che Tyler ha solo 8 anni. Un ultimo tra gli ultimi, un vero grande, piccolo eroe. di quelli che la loro storia t’illumina la vita, ti fa sperare che questo mondo sia come una bellissima favola in cui il bene trionfa sul male.

Ma il mondo non è una favola. E Tyler in quella casa che bruci è morto, assieme al nonno e allo zio disabile che non è riuscito a portare in salvo. Ultimo tra gli ultimi, così povero che hanno dovuto fare una colletta per pagargli il funerale. Un bellissimo funerale: l’hanno commemorato, e dicono che lo ricorderanno sempre. Bello.

Sarebbe ancora più bello se arrivasse quel giorno in cui i milioni di Tyler, piccoli grandi eroi di questo pazzo pazzo mondo, venissero ricordati da vivi; considerati, aiutati, accompagnati com meritano nel loro percorso su questa terra. E non dimenticati, magari dopo una bella commemorazione del loro eroismo, dopo una pietosa colletta per il loro ultimo viaggio su questa terra.

Ci piace pensare che questo giorno arriverà. Perché ci piace credere ancora alle favole.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo