Non so voi, ma le tecnicalità sulle leggi elettorali – pur comprendendone l’importanza – mi appassionano quanto i mitici film polacchi con sottotitoli in aramaico del mitico Fantozzi. Ma, lasciando a chi ne capisce più di me le riflessioni sui pregi e difetti della proposta del segretario del Pd Renzi, e lasciando alle dinamiche da azzeccagarbugli dei D’Alema, Salvini, Casini e soci le modifiche “migliorative” del Parlamento, una cosa non mi è chiara.

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Il “Porcellum” aveva, tra le sue tante porcate, anche l’espediente di produrre “scientificamente” maggioranze non omogenee tra i due rami del Parlamento con il meccanismo dei premi regionali per il Senato. Bene: non mi sembra molto chiaro – e non mi pare che qualcuno lo abbia chiarito – come funzionerebbe l’italicum per il Senato. Obiezione: ma tanto è previsto che l’aboliranno. D’accordo. Però, a parte il fatto che tra il dire ed il fare c’è di mezzo il mare, visto che la Legge elettorale dicono di volerla approvare adesso mentre per il Senato i tempi saranno sicuramente più lunghetti, che Legge elettorale approverà il Parlamento?

Una Legge elettorale solo per la Camera? E cosa dovrebbe fare il Presidente della Repubblica, se non respingerla? Una Legge elettorale per entrambi i rami del Parlamento? Ma per quale diavolo di motivo dovrebbero inventarsi una complicata Legge che tenga conto della necessità della “regionalizzazione” del premio per il Senato per poi abolirlo subito dopo?

Sul Senato e sull’italicum, non ho le idee chiare. Forse sono ignorante. O forse qualcuno non la racconta giusta. Magari hanno in mente un bel Senato all’italicum; perché a prenderci per il didietro, non li batte nessuno.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo