Mentre sull’Italia calano le ultime ombre di questa lunga notte che sembra non finire, mentre scende la pioggia – anzi, la grandine – della crisi, della disoccupazione, del default, cosa s’inventa il CasalGrillo? Chiede di tornare a votare con la legge “confezionata” dalla Consulta, il proporzionale puro con unico voto di preferenza.

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Idea geniale, che spingerebbe all’ennesimo parlamento senza maggioranza che – a meno di un’improbabile conversione grillina a scelte di alleanza per governare assieme ad altre forze – riproporrebbe tale e quale la situazione attuale. L’unico risultato, a parte la propria autoconservazione e il ri-congelamento di milioni di voti alla sterile opposizione degli scontrini e del latrato senza costrutto, sarebbe rimettere definitivamente in gioco Berlusconi, che una giustizia lentissima e un Pd incapace di affondarlo (almeno fino ad oggi) potrebbero far tornare in auge, almeno come king maker se non come protagonista diretto.

E immaginiamo cosa accadrebbe: altri mesi senza scelte (come gli ultimi due anni), un parlamento praticamente paralizzato, un Paese allo sbando, l’attacco speculativo e chissà cos’altro. Il caos, insomma.

Che ad un miliardario di Nervi – al pari di buona parte della nostra classe politica, a cui purtroppo sta somigliando sempre più – non gliene freghi nulla del nostro destino può starci.

Che non freghi nulla neanche a noi, un po’ meno.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo