In questi tempi di crisi nera, sfiducia, pessimismo, ci sono notizie che allargano il cuore. Ad esempio, sapere che la ricchezza dei 300 uomini più ricchi del mondo a fine del 2013 ammonta a 3.700 miliardi di dollari, l’equivalente del Pil dell’intera Germania. E che essa è cresciuta di 524 miliardi di dollari; un terzo del Pil italiano, l’intero Pil svedese. Un aumento del 16,5 per cento nell’anno della grande stagnazione.

miliardari

Sì, sono cose che allargano il cuore. Perché, mentre un miliardo di persone muore di fame e qualche altro miliardo si arrabatta per campare tra bollette, conti, e qualche soddisfazione, sapere di 300 nostri coinquilini di questo angolo di universo così ricchi, e con ricchezze crescenti fa bene al cuore.

Perché? Ma c’è da compiangerli, questi poveretti: per questo nessuno chiede loro un contributo per risanare i guasti di questo mondo disumano. Perché sono loro le vere vittime delle storture del mondo: per questo governi, banchieri, broker si accaniscono contro il nostro welfare o gli aiuti ai Paesi del terzo mondo, insomma contro di noi poveri diavoli. Perché noi siamo felici, ed è giusto pagare un prezzo per questa fortuna.

Loro, poverini, sono solo pieni di soldi. E i soldi, lo sanno tutti, non fanno la felicità.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo