Aleppo, Siria. Il terzo Natale tra i bombardamenti, oltre 400 civili uccisi negli ultimi 8 giorni; molti i bambini. Catanzaro, Italia. Una bimba di 11 anni affidata ad un sessantenne subisce abusi, la Corte di cassazione annulla la condanna (a 5 anni, sic) perché non è stata esaminata l’ipotesi dell’attenuante dell’accondiscendenza della vittima, in “relazione d’amore”, si legge, con l’imputato.

dolore

Bangui, Centroafrica. Le violenze interetniche, di queste ultime settimane, hanno causato centinaia di vittime in uno Stato ormai capillarmente occupato da una ribellione che è fatta del 90 per cento di mercenari del Ciad e del Sudan, dove ovunque dettano legge i signori della guerra. Milano, Italia. Luisa giace nel letto d’ospedale dov’è stata operata alle ovaie, e tra un fitta e l’altra legge gli sms di auguri ricevuti per questo natale un po’ diverso da come pensava, e già pensa alle chemio da fare e cosa succederà domani.

E’ una bestia strana, il dolore degli altri. Lo vedi ma non lo senti: ti lascia indifferente come un brutto che guardi in Tv. Un suono intermittente, che fai finta di non sentire: per paura, indifferenza, egoismo o superficialità.

Volti la testa per non averci a che fare. Forse perché è difficile capire (o forse perché è fin troppo facile sapere) che gli altri, prima o poi, siamo noi.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo