Alle 23 Piergiorgio ha salutato parenti ed amici ed ha chiesto di ascoltare musica di Bob Dylan. Il cielo è un letto scuro velato di stelle. Poi, come aveva chiesto, è stato sedato e gli è stato staccato il respiratore. Poco prima di mezzanotte se n’è andato, aiutato a morire dal Dott. Mario Riccio, anestesista, con accanto Mina, Carla e alcuni amici.

Welby

Sono passati degli anni, ma sotto lo stesso cielo scuro ancora risuona l’eco della guerra santa tra i difensori della “vita” senza se e senza ma e i sostenitori della morte “dignitosa”; gli uni contro gli altri, brandendo come spade le proprie certezze, in un dibattito rumoroso e rancoroso che dimentica subito quel corpo senza forze, pieno di dolore e sofferenza.

Piergiorgio ha scritto: “La morte non può essere dignitosa. Dignitosa, ovvero decorosa, dovrebbe essere la vita, soprattutto quando si va affievolendo a causa della vecchiaia o delle malattie incurabili e inguaribili. Definire la morte per eutanasia dignitosa è un modo di negare la tragicità del morire. L’eutanasia non è morte dignitosa, ma morte opportuna, nelle parole dell’uomo di fede Jacques Pohier.”

Disquisire su accanimento terapeutico, eutanasia, diritto e dovere di cura è cosa troppo seria per uno scarabocchio senza importanza come questo; basta la considerazione, banale, che su questi temi non è il caso di fare lotte ideologiche: ognuno ha il suo vissuto, le sue sensibilità e convinzioni. E’ sufficiente accordarsi sul principio che non si deve imporre qualcosa a qualcuno, ma semplicemente lasciare che ognuno scelga cosa è opportuno per sé stesso, decidere del suo bene o del suo male.

Con questa unica convinzione, e con l’unica certezza che tutti debbano lottare per una vita dignitosa per tutti e per la libertà di “fare ciò che si vuole senza danneggiare gli altri” noi, piccoli punti sperduti che sotto un cielo scuro seminato di stelle calpestano questo piccolo schizzo di terra, dobbiamo proseguire il nostro cammino a tentoni in questo mondo complicato.

Ora come allora, sotto questo cielo. Ti sia lieve la terra, Piergiorgio.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo