Secondo una ricerca – più o meno “scientifica” – americana, la nostra felicità dipenderebbe soprattutto dai “geni” (che ci portiamo dalla nascita) e dal “destino” (gli eventi davvero “importanti” della vita -brutti o belli che siano – perché quelli quotidiani hanno impatti modesti e rapidamente riassorbiti). In pratica, solo una parte minuscola e residuale, stimata circa per il 10 per cento, dipenderebbe proprio da noi, dai nostri valori, comportamenti, approcci, scelte.

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Al di là della facile ironia sulla fondamentale scoperta, resta il fatto che – lo dice la ricerca, ma ci saremmo arrivati anche da soli – quel 10 per cento è comunque fondamentale per il nostro essere. Già: il nostro destino è solo in piccola parte nelle nostre mani, ma il nostro contributo ad esso è tutt’altro che irrilevante per il nostro essere, vivere, gioire.

Lo ricordava Randy Pausch: ”Non possiamo cambiare le carte che ci vengono servite, solo il modo in cui giochiamo la mano”.

Non dimentichiamolo.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo