Alzi la mano chi crede che il nuovo redditometro stanerà i tanti finti poveri che girano in Ferrari, riportando un po’ di equità fiscale in Italia. Oppure chi pensa davvero che il decreto legge sul reato di incendio dei rifiuti farà cessare il fenomeno degli sversamenti illegali e degli incendi tossici in aree del Paese controllate dalla criminalità organizzata.

Parole

Sono solo due esempi recentissimi, ma che mostrano, una volta di più, il volto triste dell’inverno italiano. Non è chiaro se sia una caratteristica strutturale della nostra indole o il frutto della confusione dei tempi. Ma sembra che ci ostiniamo a non voler capire che è meglio fare poche leggi ed essere capaci di attuarle veramente che farne mille – fossero anche tutte sacrosante – e non essere capaci di attuarne neppure una.

Non si tratta di fare il processo alle intenzioni a nessuno; solo sperare che l’irresistibile leggerezza degli infiniti annunci lasci spazio alla noiosa realizzazione di pochi (e significativi) fatti.

La primavera, intanto, tarda ad arrivare.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo