Ci sono mille modi per ricordare John Fizgerald Kennedy. Dire che è stato un grande Presidente, quello che ha aperto all’America e al mondo le porte della modernità, del futuro; oppure che è stato un pessimo Presidente, un donnaiolo, uno con molti lati oscuri mai del tutto chiariti. Si possono ricordare la baia dei Porci o il discorso di Berlino, il Vietnam o la lotta alla segregazione razziale. Si possono ricordare Marylin o Jackie, Bob o Lyndon Johnson. E molto altro ancora.

Kennedy

Ma è tutto tempo che passa, sogni spezzati in quel giorno di novembre a Dallas, da uno squilibrato, da un complotto mai chiarito, o chissà da cosa, e perché. Ma c’è una cosa che non dovremmo mai dimenticare. Una frase: “Non chiedete cosa può fare il vostro paese per voi, chiedete cosa potete fare voi per il vostro paese”.

Dovremmo ricordarcelo ogni volta che la sfiducia fa capolino nello squallore delle nostre miserie quotidiane; ogni volta che viene la tentazione di mollare, in questo Paese di vecchi, fatto per i vecchi che si crogiola nel suo agonizzante declino.

Riprendercelo, perché è il nostro, non il loro. Questo mi ha insegnato la storia di JFK. Questo dovremmo ricordarci ogni giorno, ogni minuto, ogni istante.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo