La storia dell’emendamento presentato dai 5stelle che cancella dal titolo di una proposta di legge a sostegno della Fondazione Giuseppe Di Vagno (il Matteotti del sud) il riferimento alla “conservazione della memoria del deputato socialista assassinato il 25 settembre 1921” non è una “mancanza di rispetto alla memoria storica”, come ha detto qualcuno; non è neppure una criminale apologia del fascismo come ha detto qualcun altro. E’ un’altra cosa: molto meno per un certo verso, molto più per un altro.

Di-Vagno

E’ la manifestazione che, in questo Parlamento, al gruppo di diversamente intelligenti con alcune legislature alle spalle si sono aggiunte delle nuove leve, che albergano purtroppo anche nelle nuove forze politiche.

Buffo che il Movimento5stelle abbia dovuto giustificare l’evidente stupidaggine compiuta buttandola sugli “sprechi di denaro”, sulla “moralità del Presidente” o sul “finanziamento di convegni non proprio condivisibili” (com’è spiegato qui), e contrabbandando il proprio errore come un “emendamento meramente ostruzionistico”.

Una stupidaggine è una stupidaggine: meglio ammetterlo, anziché aggiungere alla prima una seconda.: perché niente aiuta a far confondere la memoria dei Di Vagno e dei Matteotti con Craxi e la scia di nani e ballerine meglio di un “emendamento ostruzionistico” del menga.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo