E’ bella la storia di Miles, il bambino americano malato di leucemia che per un giorno è diventato Batman grazie alla Make-a-Wish Foundation, che ha mobilitato la città di San Francisco e gli interi USA per realizzare il suo sogno. Autorità, cittadini, investimenti; persino Obama e sua moglie si sono mobilitati. Tutto per far felice come merita il piccolo Miles, che ricorderà questo giorno per la sua – speriamo lunghissima – vita. Una storia bellissima e molto commovente.

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E significativa: perché dimostra che allora si può fare: si possono mobilitare tanti per realizzare il sogno di uno; uno che se lo merita, un debole, un indifeso. Ma allora perché non dovrebbe essere possibile mobilitarsi per realizzare il sogno di tanti, piccoli ed indifesi: ad esempio, i milioni di bambini che muoiono ogni giorno per malnutrizione, mancanza di medicinali salvavita o altro.

Comprendere perché si riesca a far smuovere tanti per uno, e non invece pochi o nessuno per molti sarebbe il primo passo per risolvere alcune delle grandi contraddizioni del nostro tempo. E, probabilmente, farci capire che anche una risposta per i grandi problemi di molti, oltre che per quello di un singolo, sono alla nostra portata.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo