Come passa il tempo, avrà pensato il vecchio (ahi…) leader del centrodestra italiano, aprendo gli occhi a questa lugubre mattina di un improvvisamente gelido novembre. Tra una carezza a Dudù ed una a Bondi – indistinguibili, se non fosse che quello che scodinzola non ha 4 zampe – e un’amara colazione, avrà pensato a quel 12 novembre di due anni fa nel quale si recò dal Presidente Napolitano per rassegnare le dimissioni; “Giuda Escariota, al suo cospetto, era un dilettante” avrà ripetuto ad un quieto Dudù.

berlusconi

Erano i bei tempi dell’Olgettina; Calderoli e Bossi erano ministri, e anche Alfano. Da allora, come avviene in questo Paese di Gattopardi, tutto è cambiato perché tutto resti come prima. Il vecchio (ari-ahi…) leader del Centrodestra  avrà guardato pensoso fuori dalla finestra, incerto se seguire l’istinto da killer che gli suggerisce Daniela o i consigli alla mediazione di Fedele, Ennio e Gianni. Si sarà depresso, pensando che allora poteva scegliere tra passare una serata elegante con Ruby o Nicole, mentre ora l’alternativa è tra abbracciare Fitto oppure Alfano.

Ma il vecchio (e basta, abbiate un po’ di pietà!!!!) leader del Centrodestra si sarà rianimato, perché – proprio mentre un gruppo di lealisti ringhiosi si avvicina, spaventando Dudù a morte, che corre ai piedi di Bondi facendo un bisognino – gli sarà venuto in mente che, come sempre avviene in questo splendido Paese, i Gattopardi fanno posto alle iene.

E allora il vecchio leader avrà sorriso, pensando che prima o poi – nel suo caso, più poi che prima – tutto passa alla storia, diventando parte di un tutto dove cronache, torti e ragioni si stemperano e si confondono; specie in questo Paese che forse sarà di Gattopardi o forse di iene, ma sicuramente ha la memoria corta. E avrà certezza che tra qualche anno il 12 novembre nelle case italiane diverrà solo un giorno come tanti, di quelli in cui si raccontano favole ai bambini dispettosi, che non vogliono andare a scuola:

C’era una volta Silvio, il Presidente dai 28 trofei in 26 anni, il più grande premier di tutti i tempi, l’innovatore della politica italiana, il più grande imprenditore del mondo e chi più ne ha più ne metta.

A noi piace ricordarlo, in questo paese dalla memoria corta, come Mister spread 585.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo