L’emendamento Pdl sulla privatizzazione delle spiagge non è solo uno schiaffo all’ambiente; è soprattutto uno sberleffo alla libera concorrenza e all’economia di mercato: perché la possibile privatizzazione delle aree “coperte” (dove ci sono ombrelloni e strutture) e l’allungamento sine die delle concessioni su quelle “scoperte” (arenili e ombreggi) prevedono un diritto di prelazione per gli attuali concessionari.

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Un ennesimo regalo agli attuali concessionari – che si stima incassino circa 10 miliardi all’anno, pagando allo Stato 90 milioni – senza gare pubbliche al migliore offerente, senza la possibilità per forze imprenditoriali fresche di “giocarsela”.

L’ennesima prova che l’unica cosa che interessa a gran parte della nostra classe dirigente è la conservazione delle varie caste. Politica, professionale, bottegaia. E balneare.

Di padre in figlio, bagnini per sempre.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo