Il litigio a distanza tra il fondatore di Facebook e quello di Microsoft – il primo che giudica come cosa più importante al mondo la connessione di tutti a internet, il secondo che ricorda che prima viene vincere fame e malattie mortali come malaria e poliomelite – merita una riflessione.

pasolini

Una riflessione da allargare a molte delle cose che ci circondano. In questa parte di mondo, ad esempio, abbiamo perso da tempo coscienza che l’acqua è una risorsa indispensabile per la vita, molto più dello smartphone. E non siamo in grado di comprendere che il mondo non è un contenitore infinito dei nostri consumi, specie dal momento che si trasformano in rifiuti.

Ma soprattutto, non capiamo che adorando l’innovazione tecnologica e la globalizzazione, abbiamo perso di vista i due punti più importanti: il primo è che l’innovazione ha senso solo se serve a far progredire il benessere dell’uomo; il secondo è che la globalizzazione non funziona solo a senso unico, che siamo davvero tutti parte di uno stesso mondo, dalla Silicon Valley digitalizzata all’Africa dei bambini che muoiono di fame o di malaria.

Pasolini, che se n’è andato troppo presto giusto 38 anni fa, lo avrebbe detto meglio: “Il problema dei nostri tempi è che abbiamo confuso sviluppo con progresso”.

Chissà se Bill Gates e Mark Zuckerberg (e molti di quelli che stanno loro appresso) sanno chi era, e cosa ci ha insegnato.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo