Luigi Einaudi, chi era costui? Se n’è andato proprio un 30 di ottobre di molti anni fa. Ma, come è permesso a pochi, l’economista e politico, che fu governatore di Bankitalia e Presidente della Repubblica, uno dei padri della Repubblica Italiana, può dirci ancora un sacco di cose.

Einaudi

Per chi pensa che la libertà sia solo una parola: “Giustizia non esiste là dove non vi è libertà”. Per chi crede che l’ignoranza sia una virtù, specie se si è un capo: “Conoscere per deliberare”. Per chi preferisce avere un capo-padrone anziché un leader: “La libertà esiste se esistono uomini liberi; muore se gli uomini hanno l’animo di servi”. Per chi dice che i leader non servano: “Dove son troppi a comandare, nasce la confusione”.

Per chi ritiene le larghe intese la risposta ai problemi italiani: “Non le lotte o le discussioni devono impaurire, ma la concordia ignava e l’unanimità dei consensi”. Per chi vuole mettere le briglie alla magistratura: “Quando la politica entra nella giustizia, la giustizia esce dalla finestra”. Per chi ascolta le parole dei politici anziché fare attenzione alle loro azioni: “La maggior parte delle parole comunemente adoperate dagli uomini politici sono sopratutto notabili per la mancanza di contenuto”.

Per chi sostiene che in politica tirare a campare sia meglio che governare: “Nella vita delle nazioni di solito l’errore di non saper cogliere l’attimo fuggente è irreparabile”. Per chi è convinto di avere sempre ragione: “Il solo fondamento della verità è la possibilità di negarla”. Per chi agisce in nome della crescita cementificando il Paese anziché tutelandone il territorio: “La lotta contro la distruzione del suolo italiano sarà dura e lunga, forse secolare. Ma è il massimo compito di oggi, se si vuole salvare il suolo in cui vivono gli italiani”

Parole antiche, eppure modernissime; Einaudi era un liberale, un riformista, non certo un manicheo rivoluzionario. Ma in questo Paese che confonde la moderazione con il berlusconismo e la rivoluzione con il conservatorismo sembra più un marziano che un padre della patria. E le sue parole assomigliano a prediche inutili, come il titolo di un suo libro.

Quanto manca all’Italia, uno come lui, in questo crepuscolo che scende e in questo gelo che sembra non finire.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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