Il ministro Saccomanni, intervistato in Tv, ha detto che bisogna riportare l’Italia in un sentiero di crescita, perché la crisi globale è finita. Giusto; se si fosse fermato lì, niente da eccepire. Ma poi ha proseguito dicendo che bisogna lavorare per “agganciare la ripresa”. Il solito equivoco: immaginare la ripresa come un autobus da prendere al volo, un qualcosa che passa “dal di fuori”, “estraneo” da noi. Un equivoco visibile anche nelle politiche dei governi di questi anni.

ripresa

La “ripresa” non è una cosa “esterna”. Dipende solo da noi, dalle capacità che sapremo tirare fuori, dalle politiche strutturali che riusciremo a fare, dalle riforme che sapremo attuare oltre che annunciare.

Ministro, scrivetevelo davanti alla scrivania e ripetetevelo ad alta voce, almeno mille volte al giorno, come gli alunni un po’ somarelli di una volta.

La ripresa non va agganciata, va costruita.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo