Incredibile: Renato Brunetta ha detto una cosa giusta; è accaduto ieri, quando l’ex fantuttone ha fatto notare che, a una settimana dal “varo” della Legge di stabilità, nessuno ne conosce ancora il testo. Il bello è che nel frattempo si sono già scatenati articoli, interpretazioni, minacce di dimissioni di sottosegretari, minacce di scissioni di partiti di maggioranza, minacce di scioperi generali, e chi più ne ha più ne metta.

Patto-di-stabilità

Viviamo in una realtà così virtuale che bastano gli annunci, le linee guida della Legge di stabilità per scatenare il finimondo, ovviamente virtuale anch’esso: tutta fuffa. Il fatto vero, la mancanza di un testo su cui discutere (lo avranno già scritto o lo stanno scrivendo?), è un dettaglio irrilevante che resta sullo sfondo.

E continueremo così, a litigare sul nulla per giorni, fino a quando il fantasma della Legge di stabilità si materializzerà. E sarà totalmente ignorato, perché nel frattempo avremo già consumato il tempo a parlare di altre realtà virtuali, altri fantasmi da aspettare.

D’altronde, viviamo nel Paese dei sepolcri imbiancati.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo