L’aumento dell’Iva va evitato. L’Imu va abolita. La cassa integrazione in deroga va garantita. Le missioni internazionali vanno rifinanziate. Il cuneo fiscale va diminuito. La spending review è inopportuna. L’abolizione delle Province e il disboscamento di enti, uffici periferici dello Stato portano più danni che benefici. Il finanziamento pubblico ai partiti serve perché la democrazia costa. Di tagli alla sanità ce ne sono stati già troppi. Gli enti locali hanno già dato e quest’anno non riescono neppure a fare i bilanci. La riforma delle pensioni l’abbiamo già fatta e comunque le pensioni d’oro sono diritti acquisiti. Il deficit al 3 per cento è un impegno con l’Europa e non si tocca perché siamo appena usciti dalla procedura d’infrazione e rientrarci significherebbe riaccendere lo spread.

Pesci-pani-Letta

Nel Paese con un debito pubblico tra i più grandi del mondo, con la stagnazione più lunga e prolungata dell’occidente, con la maggioranza parlamentare più ampia che si possa pensare di avere, la Legge di stabilità e il bilancio sono all’orizzonte.

Se non ci pensa prima Silvio a spegnere i fuochi, il governo Letta ha già la soluzione: fare come quel tale che circa duemila anni fa con cinque pani e due pesci ha sfamato cinquemila uomini, oltre a donne e bambini. Facile, no?

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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