Se l’IMU sarà realmente abolita, al suo posto – lo hanno capito tutti – nascerà nel 2014 un’altra imposta: la Service Tax o TASER. Natura, imponibile, aliquote, modalità di calcolo sono ancora un po’nebulose. Si sa che la pagheranno tutti i residenti, proprietari ed inquilini: una sgradevole novità. Si sa che avrà due componenti, la TARI per i rifiuti e la TASI per il resto. Non si sa se avranno in comune modalità di calcolo, aliquote, base imponibile o se andranno ognuna per conto suo.

Sembra che la TASI si baserà o sul valore catastale (come l’IMU) o, più probabilmente vista la secolare mancata riforma del catasto, sulla superficie abitativa. Scelta non banale: nel primo caso si incorporano più o meno bene i valori di mercato degli edifici, nel secondo no; magari, una famiglia di 5 persone che vive in una casa popolare di media grandezza pagherà più di un manager single in un mini appartamento in centro. E non è chiaro come si ripartirà l’onere tra proprietari ed inquilini, anche se è facile prevedere che sarà l’inquilino – che oggi paga un affitto che in qualche modo “incorpora” l’IMU – a rimetterci.

E la TARI? Dovrebbe esser pagata in base ad una stima dei rifiuti prodotti. Ma non è detto: un interessante siparietto tra il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando e il direttore del dipartimento Finanze Fabrizia Lapecorella, durante un convegno tenutosi alla Bocconi dà qualche indizio. Il primo ha dichiarato che la TARI sarà commisurata ai rifiuti prodotti; Lapecorella qualche minuto dopo ha detto che l’imposta sui rifiuti, “conoscendo la realtà degli 8.000 comuni italiani, laddove non è possibile misurare la quantità prodotta” sarà “quasi certamente commisurata alla grandezza dell’immobile”.

Aridatece l’IMU. Senza se e senza ma.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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