Estrella Sanchez è una ragazza di 24 anni. E’ nata e vive a New York. Per lei oggi è un giorno speciale. Perché, per quei casi strani della vita, oggi ricorda due persone che le sono care. Il suo papà Miguel e il suo nonno Hugo.

(UPI) 11 SETTEMBRE: L'AMERICA RICORDA LA STRAGE CHE HA CAMBIATO IL MONDO

Hugo non lo ha mai conosciuto, se non attraverso i racconti e le foto di famiglia. Era un ingegnere bello, forte e coraggioso, che partì da Santiago del Chile in cerca di fortuna per l’America, New York. Conobbe Lucy che veniva dal Maine, ed ebbero tre figli. Quando nel giugno del 1973 decise di tornare in Chile per un po’, salutò la moglie e i figli con gli occhi sorridenti: dopo anni di buio, in Chile era rinata la speranza. Le raccontarono che uscì di casa, la mattina dell’11 settembre del 1973 e, puf, sparì. Senza che nessuno abbia mai spiegato dove sia finito, e perché.

Miguel, suo papà, invece se lo ricorda bene: bello, forte, coraggioso, la portava sempre al Luna Park e le comprava un palloncino e lo zucchero filato. Aveva 11 anni quel giorno in cui Miguel si alzò, con lo sguardo cupo – lui che il resto dell’anno era sempre allegro – mentre la salutava prima di andare al lavoro, al World Trade Center, la mattina dell’11 settembre del 2001. Un sorriso dolce sotto gli occhi scuri e anche lui puf, sparì, come un palloncino perduto da un bimbo, senza che nessuno abbia mai spiegato dove sia finito, e perché.

Estrella accarezza Stephen, suo figlio, che ha gli occhi di suo nonno e non sa ancora che per la sua famiglia l’11 settembre è un giorno speciale. Un giorno in cui un’America cattiva fatta di uomini senza cuore aiutò degli uomini vestiti da soldati a uccidere tutti quelli che stavano cercando di ricostruire il Chile. Un giorno in cui un’America bambina, gioiosa e bella come lo zucchero filato che gli uomini buoni comprano ai loro figli al Luna Park sono stati spazzati via in un attimo dalla cieca furia di terroristi senz’anima.

Estrella tiene Stephen per la mano. Vanno a trovare Hugo e Miguel, distesi sull’erba uno accanto all’altro a Green-Wood. Guarda la pioggia sottile che accarezza New York e ripensa a due uomini che partirono da casa con in tasca dei sogni e un sorriso per le loro famiglie. Spariti nel nulla, senza un perché, dissolti nel vento. E spera, ingenuamente, che non ci saranno altri 11 settembre da ricordare, in nessun posto di questo mondo.

A tutte le vittime di tutti gli 11 settembre

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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