La riflessione sul blog di Grillo del premio Nobel sulla situazione politica italiana sbarra la strada ad un eventuale futuro governo Pd-5stelle se Berlusconi dovesse staccare la spina a Letta. Dice Dario Fo: è da imbecilli accettare un compromesso con il “diavolo” Pd, un indegno “ricatto” ai 5 stelle in nome del salvataggio della Nazione. E “qualsiasi cosa indegna che tu imponi al popolo va addosso al popolo”.

Sarò imbecille, ma non capisco. Non che la prospettiva sia di quelle che fanno impazzire; anzi, è comprensibile una certa riluttanza di tanti, grillini e pure del Pd. Ma prima di sputare sentenze, ci sono due cosette piccole piccole (forse, troppo piccole per un Nobel) che non andrebbero dimenticate.

La prima: se si va a votare con questa legge, è molto difficile che ci sia una maggioranza “omogenea” e coesa nelle due camere: dopo, si dovrebbe comunque fare un compromesso. Cambierebbero forse solo i rapporti di forza, e non necessariamente in favore dei 5 stelle. A meno di non pensare che anziché allearsi con i “salvatori” di Berlusconi è meglio allearsi con Berlusconi stesso, nel frattempo passato alla linea pre-illuminista della “lotta dura alla magistratura”.

La seconda: se nel frattempo l’Italia finisce nel caos resteranno solo macerie; e la storia insegna che il popolo se le troverebbe tutte addosso. Anche un eventuale trionfo elettorale a 5 stelle (ma non sarà che è questo il retropensiero di Fo-CasalGrillo, alla faccia del bene del popolo?) avverrebbe in un Paese allo sbando. E, la non brillantissima esperienza Pizzarotti insegna, non è che i “nuovi” siano così in grado di sistemare le stupidaggini fatte dai “vecchi”.

Sarò imbecille, ma penso non sia automatico che un Premio Nobel capisca molto di politica.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

Annunci