Il 9 settembre sarà una data fondamentale per il destino della Nazione, anzi, per il destino del mondo intero. Il Parlamento discuterà, si confronterà, anche aspramente; forse si dividerà. E poi, rapidamente, la decisione che potrebbe cambiare i nostri destini verrà presa. Non sarà una decisione facile, perché tutti hanno chiara la posta in gioco: dopo, niente sarà più come prima. L’uomo più potente del Paese aspetterà la decisione del Parlamento. E l’accetterà anche se non sarà quella che lui desidera.

Italia-USA

La decisione da prendere è l’attacco alla Siria. Il Parlamento è il Congresso americano. Il presidente è Barack Obama. Alzi la mano che non aveva pensato alla discussione che, lo stesso giorno, si terrà nel Parlamento italiano sulla decadenza di Berlusconi da senatore.

La differenza tra oggetto della discussione, l’atteggiamento delle forze politiche e dell’uomo più potente del Paese che – per coincidenza – si svolgerà qui e là, proprio nello stesso giorno descrive meglio di qualsiasi altra cosa l’infinita distanza tra Italia e Usa, sul piano politico, economico, sociale, civile ed etico. Qualunque sia l’opinione che ognuno di noi ha sulle due questioni.

E spiega perché loro sono già da tempo fuori dalla crisi ed in cima alle classifiche di competitività e noi non riusciamo neppure ad intravedere la fine del tunnel di un apparentemente inevitabile declino.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

Annunci