La seduta della Camera per avviare l’iter del decreto legge sul femminicidio pare fatta apposta per far parlare (male) dei parlamentari. Al di là delle polemiche sui costi della seduta, sul protagonismo della Presidente Boldrini e sulla maturità dei deputati grillini, una cosa si nota: la scarsa presenza in aula.

Solo 4 del Pdl e 5 per la Lega, 6 di Sel e 12 di Scelta civica. Il Pd, la truppa più numerosa, presente con 43 deputati. E poi, loro: i grillini; che erano presenti in venti su 106. Un po’ pochini, per dare lezioni sull’inutilità della seduta, sul protagonismo della Boldrini, sul fatto che non è giusto che il Parlamento sia fermo più di un mese, che se si voleva davvero far partire il provvedimento oltre alla convocazione dell’aula bisognava anche far ripartire le Commissioni.

Posizioni la cui validità sarebbe stata rafforzata da una massiccia presenza in aula del gruppo dei girillini. Che invece erano altrove. E anche l’accusa alla Presidente Boldrini di aver convocato la seduta apposta tra una vacnaza (sua) e un’altra (sempre sua) regge poco.

Perché evidentemente molti grillini erano (loro sì) in vacanza. Magari a 5 stelle.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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