C’è Cristina che aspetta il treno che la porterà al mare: un po’ di sole, un bagno, una pizza, la musica, le onde, il vento e poi chissà. C’è Filippo da solo nel vento fresco della campagna e ripensa amaro ai giorni felici, smarriti un po’ di tempo fa. C’è Silvio che pensa al suo futuro, alle sue aziende e al suo potere che muore, sorseggiando un caffè. C’è Andrea con la famiglia pronto per la piscina, panini bibite asciugamani e i soldi che non bastano più.

E poi Irene al secondo piano che guarda una piazza deserta e i tavolini del bar e sa che presto sarà sera ma nessuno arriverà. E poi Giorgio che legge i suoi libri pensando al passato, alle battaglie politiche, e a quest’autunno senza pace al Quirinale. E poi Angelo che raccoglie le foto sparse per terra, le lacrime scendono e stavolta Chiara non tornerà ad asciugarle.

Luciano che scende di fretta le scale, non sente il caldo mentre grida la gioia di essere papà. Matteo che naviga con il suo tablet, osserva il lungarno e già si vede capo del governo. Lucilla che aspetta Michele, sa che spunterà dopo una notte di lavoro, in mano due cornetti alla crema mentre il latte canticchia sul fuoco.

Giacomo che sogna la sua squadra del cuore, Maria con gli occhi asciutti in attesa di quell’uomo che non tornerà, Gaia con la mamma che parte per andare dai nonni e non cerca più il papà, Beppe in giardino che scrive un altro post contro la casta dal suo blog, Serenella con la gonna a fiori sul motorino mentre un auto sbanda impazzita da dietro la curva. Guido che strilla nascendo in un vecchio ospedale di periferia.

Tutti qui, tutti assieme, sotto lo stesso cielo. Sospesi tra noia e dolore, passione e gioia, in cerca di un senso e di un perché. Senza capire che forse non c’è niente da capire.

Buon ferragosto, Italia.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

Annunci