Anche se siete in vacanza in questo ferragosto, non vi sarà sfuggito che in Italia ci sono 100 mila persone che ci costano 13 miliardi l’anno: i percettori di pensioni d’oro, con buona pace dei milioni di pensionati da 500 euro al mese. Sono spesso il frutto (avvelenato) del metodo “retributivo” per il calcolo della pensione, quello che calcolava la pensione non sui contributi versati nella vita lavorativa ma sullo stipendio degli ultimi 5 anni.

Il sistema è stato infine superato dalla riforma Fornero, ma a questi signori sono stati lasciati i “diritti acquisiti”. Dicono che esistano metodi per poter sanare questa evidente ingiustizia. Il governo Letta, anziché abolire l’Imu, potrebbe fare questo, come priorità per l’Italia.

Ma comunque, smettiamo di chiamarli “diritti acquisiti”. Intanto perché non ci sono stati scrupoli nel calpestare quelli dei poveri cristi in almeno altre mille occasioni, inclusa la riforma Fornero.

E poi, perché le parole sono importanti: e le pensioni d’oro – specie se frutto di metodi di calcolo molto “vantaggiosi” – in italiano si chiamano privilegi.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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