L’Italia è piena di governi del fare, di uomini e donne del fare. Non solo a Roma. Nella laboriosa ed operosa Lombardia, nella provincia di Brescia, qualche giorno fa, grazie all’alacre opera dell’amministrazione provinciale di Brescia e al finanziamento della Regione Lombardia, è stato inaugurato un tratto di pista ciclabile di un chilometro e mezzo che congiunge S. Giacomo con le gallerie della Gardesana, nel comune di Gargnano. Un piccolo stralcio del percorso ciclabile del Garda, il grande sogno di una pista che costeggi tutto il lago, per la gioia di turisti e residenti.

La commozione di autorità, bande, fanfare era palpabile. I governi, gli uomini e le donne del fare gongolavano: gioiva il capogruppo del Popolo della Libertà in Regione Lombardia, era soddisfatta l’assessore provinciale Pdl. Dimentichi persino del grave vulnus alla democrazia della sentenza della cassazione.

Certo, fare costa: ci sono voluti 1 milione e duecentomila euro. Soldi ben spesi, necessari per la messa in sicurezza delle pareti rocciose a strapiombo e per la sistemazione di un bellissimo tratto di galleria, già esistente ma finora impraticabile.

Ma il destino era in agguato: i ciclisti che si sono presentati questo fine settimana hanno trovato la strada sbarrata, chiusa. Accesso vietato. Perché un altro governo (anch’esso del fare?), altri uomini e altre donne, ovvero l’amministrazione comunale di Gargnano ha ritenuto che la pista “non è in grado di garantire gli standard di sicurezza previsti dalla legge”. E l’ha chiusa.

L’Italia è piena di governi del fare. Di uomini e donne del fare. Fare questo, fare quello, fare anche quest’altro.

Anche fare ridere. O piangere.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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