Giorgio Napolitano è un galantuomo, un uomo d’onore. Dopo la richiesta del Pdl di trovare un modo per concedere “agibilità politica” al condannato Berlusconi, si augura che nessuno si intrometta “in una fase di esame e riflessione che richiede il massimo di ponderazione e serenità”.

Napolitano, lo sanno tutti, è un galantuomo, un uomo d’onore. Chissà su cosa deve esattamente riflettere. L’idea che ci sia una ponderazione da fare sul principio che “la legge è uguale per tutti” suona un po’strano; a meno che non esaminare una deroga, “in nome del bene supremo del Paese”, ad una delle regole fondanti di una democrazia.

No, impossibile. Napolitano è un galantuomo, un uomo d’onore. Ma magari rifletterà su un precedente: quando un Presidente della Repubblica di nome Giorgio sostenne, dopo una manifestazione del Pdl davanti al Tribunale di Milano per la visita fiscale richiesta ad un Berlusconi che si dava malato (ed un medico accertò che non lo era) che era “comprensibile la preoccupazione di veder garantito che il suo leader potesse partecipare alla delicata fase politica” in cui si trovava l’Italia.

Quella fase era la consultazione per la formazione del governo dopo le elezioni di febbraio e la vicinissima convocazione per l’elezione di un nuovo Presidente della Repubblica. E sappiamo com’è andata a finire.

Ma Napolitano, lo sanno tutti, è un galantuomo, un uomo d’onore. Farà quello che è giusto, dovuto, limpido. Non ci sfiora affatto il pensiero di uno che se ne intendeva molto.

A pensare male, si fa peccato. Ma spesso ci si azzecca.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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