Norma Jean aveva 36 anni quando l’hanno trovata morta in una mattina d’estate di tanti anni fa. Dicono si sia suicidata. Era giovane, anche se aveva molto vissuto, se è vita passare da un set all’altro, da una fotografia all’altra, da un uomo all’altro, passando i giorni a rincorrere un sogno di bambina. Una bambina che ha sfidato il vento e che, cavalcando le ali di una bellezza sfrontata, ha vinto.

Già; chissà se è vincere passare la vita a rincorrere un tuo sogno di bambina e quando lo raggiungi scoprire che non è un granché, che non è davvero quello che vuoi, che stavi cercando. Perché le folle applaudono “quell’altra”, Marylin: bionda, bellissima, magica.  Ma tra i tanti distratti a guardare le gambe e il corpo di Marylin non scorgi nessuno che sa vedere il sorriso di Norma.

Per questo incupisci e piangi: per questo pensi che forse è meglio andare “Over the raimbow”, sopra l’arcobaleno, tra i sogni che hai fatto davvero e che si rincorrono tra le nuvole. Proprio lassù, in una calda mattina d’agosto di tanti anni fa.

Al funerale di Norma sono solo in trenta, e mentre suonano “Over the raimbow” forse c’è chi si chiede dove sono i milioni di occhi che la guardavano, le migliaia di mani che l’hanno toccata e violata senza pietà.

Chissà se da lassù i colori dell’arcobaleno che sono così belli nel cielo riescono a vedersi anche sui visi delle persone che passano, che ora guardano oltre le gambe e il corpo di Marylin e forse solo adesso intravedono il tuo sorriso. Quel sorriso. il sorriso di Norma.

“Un giorno esprimerò un desiderio su una stella cadente mi sveglierò quando le nuvole saranno lontane dietro di me dove i problemi si fondono come gocce di limone lassù in alto, sulle cime dei camini. E’ proprio lì che mi troverai da qualche parte sopra l’arcobaleno. Ci sono i sogni che hai osato fare, oh perchè, perchè non posso io?”

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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