I soldi non danno la felicità. Questo deve aver pensato Chris Reynolds, un tizio della Pennsylvania che, aprendo il suo estratto conto online qualche giorno fa, ha trovato un accredito di Paypal per 92 milioni di miliardi di dollari. Fanno circa 70 milioni di miliardi di euro, più o meno 50 mila volte il Pil italiano.

L’errore – perché di errore, naturalmente, si trattava – è stato corretto rapidamente da Paypal. E quella cifra, un milione di volte più alta del patrimonio del vero uomo più ricco del mondo, il signor Reynolds l’ha vista sparire così com’era apparsa. Ma non se ne è curato: la prima cosa che ha fatto, dopo, è stata una donazione. Poi ha spiegato che con quei soldi per prima cosa avrebbe ripagato l’intero debito pubblico americano (che è di “appena” 16 mila miliardi di dollari). Ha spiegato che l’idea di avere una fortuna del genere lo ha reso generoso. Sennò che gusto c’è?

Reynolds non si sarebbe comprato immediatamente barche, ville, abiti, auto; acquistato giornali, tv, compagnie telefoniche, partecipazioni azionarie, titoli di Stato. Non ha pensato di fondare un partito politico. No, lui avrebbe dato ad altri. Anzi, ha dato ad altri qualcosa dei suoi pochi soldi.

E’ bello sapere che ci sono uomini e uomini. Che in giro ci sono anche persone che hanno un concetto personale di felicità non ancorato a quello del possesso, della “roba”, dell’ego sfrenato. Che all’ “io” preferiscono il “noi”.

Speriamo che sia una malattia contagiosa.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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